Silvio c’è… ma a me me lo puppa! i love this game
sabato, 25 febbraio 2006

Oggi inizio una rubrica dedicata ai campioni che hanno segnato la mia vita. Non mi limiterò ad una ricerca di fonti in rete, ma voglio mettere per scritto soprattutto i miei ricordi. Chiunque mi legga può richiedermi un campione: se ne posseggo anche un piccolo ricordo personale, gli dedicherò una puntata. Non posso cominciare che da lui.

 

# 1 ABDUL QADIR JEELANI

 

Nato come Gary Cole, ala-pivot (Bells TN – USAl 10 febbraio 1954)

Quindi oggi hai 52 anni, Abdul, non so dove sei finito, se fai ancora parte di questa Terra e se sì, dove passi il tuo tempo. Se qualcuno lo sa, me lo dica, per favore.

Abdul arrivò in Italia, all’Eldorado Roma di Asteo, al quale si legò molto, dopo aver scritto qualche piccola pagina nella storia del NBA.

Ad esempio forse non tutti sanno che (che fa molto settimana enigmistica) i primi punti della storia dei Dallas Mavericks furono segnati da Abdul Jeelani.

L’11 ottobre del 1980, contro i San Antonio Spurs,  per la prima partita della sua storia, scese in campo questa formazione:

DALLAS MAVERICKS
6 Winford Boynes, 10 Joey Hassett, 11 Abdul Jeelani, 15 Brad Davis, 17 Oliver Mack, 20 Geoff Huston, 21 Chad Kinch, 25 Tom LaGarde, 31 Richard Washington, 32 Darrel Allums, 34 Jim Spanarkel (#33), 34 Austin Carr, 42 Terry Duerod, 43 Stan Pietkewicz, 43 Monti Davis, 44 Scott Lloyd, 45 Marty Byrnes, 52 Ralph Drollinger, 53 Clarence Kea, 54 Jerome Whitehead, 54 Bill Robinzine

(Chi si ricorda del numero 53?)

I primi punti furono di Abdul.

 

Poi diventò famoso come “fourth quarter magic”, perché protagonista di vittorie memorabili entrando nel finale. 20 punti contro Denver solo nell’ultimo quarto, 16 contro i Bulls, 20 a N.Y. entrando a tre minuti dalla fine del terzo tempo.

 

Dopo poco tempo che era a Livorno fece un intervista ai Giganti del Basket dove disse: io sono il numero 1, nessuno come me. Subito la stampa, specie filo lombarda, come tutta la stampa cestistica del tempo (chi dimentica l’odiato Enrico Campana?), disse che sì, era bravo, ma non certo il migliore.

 

Chissà se era vero. Per me Abdul è stato il giocatore più immaginifico che abbia mai conosciuto. Era il tipo di campione per il quale uno può perdere la testa: nessuna voglia di difendere (ma se difendeva non era male affatto), semplicemente immarcabile in attacco. Una varietà di finte e di furbizie da non smettere mai di prendere appunti. Non potevi dargli un metro, perché ti massacrava con un tiro dai 4-5 metri assolutamente preciso. Se gli stavi addosso, usava il corpo del difensore come trampolino di lancio. Quando aveva voglia di vincere, era divino.

 

Dopo un paio d’anni a Roma, venne a Livorno, per il primo anno di A2, con Hackett e Cardaioli mister. E fu subito promozione, ed una galoppata fino al 5° posto del 83/84. Quell’anno lo scudetto lo vinse la Virtus che schierava: Roberto BRUNAMONTI Jan VAN BREDA KOLFF Marco BONAMICO Renato VILLALTA Elvis ROLLE, ed in panchina Alberto Bucci, che poi a Livorno fu l’allenatore del 89. Seconda Milano, con Mike D'ANTONI Roberto PREMIER Renzo BARIVIERA Antoine CARR Dino MENEGHIN. Terza la Torino di Scott MAY e James RAY. Anche noi avevamo gli stranieri che facevano rima: JEELANI E RESTANI, e con loro FANTOZZI, FORTI, CARERA, BOB PALEARI, MIMMO GIROLDI E GIUSTI.

 

Nel 1980 le mitiche figurine TOPPS avevano al 142 Maurice Lucas, Julius Erving (Slam Dunk), Abdul Jeelani – al 146 Jan Van Breda Koff, Julius Erving (Team Leader), Magic Johnson – al 147 Michael Ray Richardson, Steve Mix, Robert Parish

 

Insomma era uno che nelle figurine lo vedevi insieme a Doctor J, The Chief e Magic. No, non so se mi spiego.

 

Chi può dimenticare i derby vinti grazie a lui? E alle serate a casa sua, a Tirrenia, dove la vita che si faceva non era propriamente quella di un atleta? Aveva una moglie bellissima, Abdul, e due bambine, se non ricordo male.

 

E quel modo di parlare tipico, da film, lento e cavernoso, un uomo buono, mite. E il suo riscaldamento, che interrompeva cinque minuti prima dell’inizio della gara per fare una specie di stretching, che poi altro non erano che posizioni di yoga. E quella volta in Coppa, a Londra, dove c’era un campo di mattonelle (!!) e lui si rifiutò di giocare … Abdul era un jazzista del basket: potevi non capire la sua musica, poteva non piacerti, ma che fosse uno straordinario artista, nessun dubbio.

 

Ho trovato su un sito francese queste parole: Harvey Knuckles, un ancien d’Orthez installé aujourd’hui en France est originaire de la même ville que Jeelani et raconte : "il avait une belle maison, 2 ou 3 Mercedes. Il a perdu tout ce qu'il avait à cause de la drogue. Il est presque à la rue... ». Ma non ho capito di che periodo della sua vita si tratti.

 

Certo che non si faceva mancare niente, mai. E pensare che era un muslim …

 

In rete non ho trovato una sola foto di Jeelani a Livorno. Eccolo, comunque, il mitico n° 11.

 

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martedì, 21 febbraio 2006

Non ho scritto niente, la delusione mi ha sopraffatto. Non mi sono mai unito al coro di chi voleva l'esonero di Recalcati, semplicemente perchè non credo a queste cose. Lo ribadisco ora, così leggerete con tono diverso quello che dico sotto.

Non siano più di fronte ad un uomo lucido. Quello che è successo nella partita con Roma, specie l'assurdo finale, dà la drammatica misura di questa assenza di lucidità. Dicono che ci sia stato anche un furioso battibecco con Pianigiani tra il primo e il secondo tempo, e che Minucci si sia incavolato con entrambi. Queste sono voci dal bar, le prendo così, e ve le porgo altrettanto. Ma questa?

Il play è arrivato alle Final Eight in condizioni precarie e lo staff gli ha richiesto uno sforzo per essere in condizione di giocare. Pecile ha accettato di buon grado sottoponendosi a terapie ed infiltrazioni per essere a disposizione. Status confermato da Recalcati e Pianigiani alla vigilia sia della gara con Varese che di quella con Roma. Pecile, però, non è stato utilizzato e dopo il ko in semifinale Recalcati ha detto che la sua assenza si è fatta particolarmente sentire. Ma allora Pecile era a disposizione o no? Il giocatore dice di si, il coach, evidentemente, pensava il contrario.

Ci sono come sempre mancate le palle e la capacità di leggere la partita. In questa squadra manca un leader e c'è qualcuno che non gioca e che forse si è convinto di essere più importante di chi gioca.

Ci rimane il campionato. Secondo me si arriva alle semifinali e ci buttano fuori, come con Cantù l'anno della Saporta. Magari lo fa Napoli.

A proposito, complimenti. Squadra e tifosi simpatici.

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sabato, 18 febbraio 2006

Mancano due ore. me la prendo comoda. la mancanza di fiducia resta. la speranza di essere a forlì domani cresce. Inf è già lì.

(... almeno mi risparmio livorno-inter. tiferei per il livorno, senz'altro. ma non mi va di tifare per un pareggio, o contro l'inter ... meglio sapere dopo come è andata a finire)

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giovedì, 09 febbraio 2006

Europa, ciao. Speriamo di rivederci presto. Da Lione (serata magica) alle due final four e poi l'altr'anno ancora nonostante tutto dentro le prime sedici e ora, malinconicamente, fuori.

L'avevo detto nel pomeriggio al mio amico Andrea, l'allenatore della mia squadra preferita, che se si finiva punto a punto si perdeva. Come tante altre volte. Perchè loro hanno Stefanov e noi no. Perchè alla fine vince chi sa leggere la partita e chi ha un leader e noi non ce l'abbiamo nè sappiamo leggere. Peccato. Eppure questa volta Hamilton aveva giocato benino.

Gli Italiani: Pecile e Datome, 4 minuti in due. Perchè? Chiacig. Povero Bobbone, quando litighi con il canestro come ieri fai tenerezza.

Gli americani: Hamilton ha fatto una buona partita, ma poi ha fatto un altro fallo inopportuno in un momento cruciale. No, dico: ma capisce o non capisce? Woodward e Thomas: tutti e due sopravvalutati, l'uno perchè non sa, l'altro perchè saprebbe, ma non ce la fa (fisicamente).

I lituani: ieri anche l'irritante Kaukenas sembrava forte, e Zuka lo è, da sempre.

Stonerook: ieri non c'eri, non del tutto almeno.

Boisa: su di te posso scommettere.

Eze: inutile che insisti, non sai.

Nicola: n.e. - è dalla partita di Livorno che lo dico. Se non ne hai voglia, vattene. 

Con questo bel panorama, ci tuffiamo nelle final eight di coppa italia. Senza la mia fiducia.

C'è poco da dire: Recalcati e Minucci hanno toppato anche quest'anno, e quest'anno non è colpa degli infortuni.

Cosa farei, avessi soldi e potere? Via gli americani, via Eze e Nicola. Compro un play e un pivot VERI. E gioco con questi due, kaukenas, zukauskas e boisa. stonerook primo cambio. A pecile e datome li dò almeno 10-15 minuti. ghiaccio alla bisogna, e un altro ragazzino della juniores. Palestra, grinta e ruoli definiti.

In panchina?? il mio amico Andrea (basterebbe indovinare i due acquisti ...)

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mercoledì, 08 febbraio 2006

Stasera voglio vedere questa faccia in ogni nostro giocatore. E basta.

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lunedì, 06 febbraio 2006

LIVORNO. Scontri tra manifestanti e polizia, feriti, assedio di ore, centro paralizzato a Livorno per l’indesiderata visita di Mario Borghezio.

Scusate, sono livornese purosangue. E molto orgoglioso della mia città.

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domenica, 05 febbraio 2006

Sefolosha, 15 punti e 21 di valutazione.

Giusto Amiltoni da Bellinzona: 2 punti e meno 2 di valutazione.

Mi sono rotto i coglioni di fare figure di merda. E scusate se non mi esprimo volgarmente come vorrei.

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sabato, 04 febbraio 2006

Ehi, Justin.

Domani c'è un vero americano svizzero. Ti giuro che se fai l'americano vero, non ti dò più dello svizzero.

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giovedì, 02 febbraio 2006

Ieri sera avevo un impegno. Appena fatto monto in macchina, accendo la radio, e siamo a metà del terzo tempo, dodici punti avanti. L'irritante Kaukenas ha fatto 25 punti con 100% al tiro. Distanza dal palazzo: 10 minuti. VOLO.

Arrivo nell'intervallino tra 3° e 4°, in tempo per salutare gli amici e godermi l'ultimo scoscio delle cheerleaders (dice ce n'è una che ci sta consumando il bimbo, ma si sa, son ragazzi ...).

Inizia il quarto e non credo ai miei occhi, dove cazzo è finita la mens sana che diceva la radio? Qui per metterne uno ci vuole una vasca al posto dell'anello ... Il Real fa una 2-3 bella larga sugli esterni, e non riusciamo ad attaccarla. Ghiaccioooooo. Dove seiiiiii? Entra. Eccolo, due tiri consecutivi a un palmo da canestro, fuori! Il Real recupera, poi entra Thomas, non segna ma dà un altra pericolosità. Shaun! Renditi pericoloso sotto canestro e poi scarica! Niente. Al meno 3 comincio a tremare (e pensare. ditemi che almeno una volta nella vita tutti voi vi siete fatti prendere dal mio stesso tremore, mentre una convinzione si fa largo dal basso, dalla pancia: ALLORA SONO IO CHE PORTO MERDA!)

Tra un falletto e l'altro, e un impressionante freddezza di Rima dalla lunetta, il tempo scorre e siamo alla fine. 4 avanti e poco più di 10-15 secondi da giocare. Basta non fare fallo. Non fare fallo, NON FARE FALLO, NON FARE FALLO!! 

Giusto Amiltoni da Bellinzona, il nostro svizzero, commette fallo a 9 secondi dalla fine. AAAAAAAAAAAARRRRRRRGGGGGHHHHHH!!!!!!!!!

Il finale lo sapete. S'è vinto e ci siamo qualificati per lo spareggio di Istambul. Ma lasciatemelo dire, per l'ennesima volta quest'anno:

VOGLIO UN PLAY LEADER! RIVOGLIO VRBICA!

postato da: kcjones alle ore 12:14 | Permalink | commenti
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