Silvio c’è… ma a me me lo puppa! i love this game
lunedì, 27 marzo 2006

cosa dite voi? settimi? eh? ci si fa la firma...

 

postato da: kcjones alle ore 22:18 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 23 marzo 2006

Fatta pace tra tifosi e Hamilton, o almeno così sembra.  Di Hamilton si può dire che non è capace di giocare o che è un play atipico, o che non è un play tout court: ma certo non si può dire che non si impegni, che non onori il suo contratto.

Io ce l'ho con chi l'ha preso, non con lui. Anche se Udine non doveva esistere, invece c'è stata e peserà per sempre (per sempre ...: io spero fino alla fine del campionato ... poi via!)

Sabato pomeriggio arrivano i bavosi. All'andata ci massacrarono, e capimmo che non sarebbe stata un'annata facile. Perchè in precampionato non sembrava potesse proporsi la sfida, tanto eravamo superiori.

Vediamo che fine anno ci aspetta ... la sfida con le V nere è sempre stata rivelatrice.

postato da: kcjones alle ore 19:14 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 21 marzo 2006

La Montepaschi Siena comunica la fine dell’esperienza a Siena di Duane Woodward. La società biancoverde ed il giocatore hanno deciso consensualmente di rescindere il contratto. Woodward da oggi non fa più parte del roster della Montepaschi.

Ampiamente risaputo da domenica, quando questo newyorkese incapace ed arrogante ha continuato a sfidare i nostri supporters (supporters viene dal verbo sopportare) e ci ha donato l'ennesima "virgola" della stagione.

E' la riprova che un certo progetto è fallito, e che non ne abbiamo ancora uno di riserva, nè per finire 'sto campionato, che con l'inserimento di un bel giocatore si potrebbe ancora vincere, nè per il prossimo anno, a partire dall'allenatore.

Non sono contento della società, ma un primo passo sensato è stato fatto. E se Duane si portasse via anche il suo amico, quello che non è stato (come supponevamo) l'uomo della Providence?

Addio Woodward, nessuno ti rimpiangerà, nè come atleta, nè come uomo. 


postato da: kcjones alle ore 19:27 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 12 marzo 2006

Abbiamo battuto Varese: sinceramente una delle più brutte partite degli ultimi anni, con Varese che ci ha messo tanto del suo per perdere.

Sono stato zitto tutta la settimana, per vedere come andava a finire. E' finita male. Domenica scorsa, dopo la vergognosa sconfitta di Udine, il Commandos ha reagito e Hamilton e Woodward hanno avuto la faccia tosta di sfidare tutti a rissa. Poi, nella settimana, una altrettanto vergognosa sfida verbale, a suon di articoli di giornale, con il Commandos che giura ai due (anzi tre, perchè Sciò Stombrukke decide di firmare la lettera al giornale insieme agli altri due) di far fare loro una vita impossibile fintanto che indosseranno il biancoverde.

E la società, direbbe qualcuno? e Minucci? Brilla di assenza e nello stesso tempo di presenza imbarazzante. Come un politico ad un mese dalle elezioni, tutto va ben madama la marchesa, e la colpa é tutta degli altri.

E quel coro contro di lui, finalmente, gli c'è stato proprio bene.

I due americani non capiscono cosa significa mettersi contro la curva, il Commandos pensa che siano mercenari perchè parlano da professionisti. Va bene non capirsi, ma il problema è uno, tondo, e sta a 3 metri e zerocinque. Un posto dove quei due mettono l'arancia di rado. Pertanto a loro si addiceva un silenzio onesto, di quelli che meditano riscatto. E alla curva si addiceva forse di indirizzare nella direzione giusta il fallimento di questa annata.

E a me, purtroppo, tocca di vedere spettacoli come quello di stasera, di vedere un gioco che assomiglia al basket, ma che con lo sport più bello del mondo divide solo il setting.

postato da: kcjones alle ore 21:27 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 12 marzo 2006

# 2 IGNIS-SIMMENTHAL

Sono nato nei mitici sixties. Era un altro basket. A me piace dividere la storia del basket come si fa con la storia dell’umanità: prima e dopo Peterson. Cosa è stato quell’omino per lo sviluppo del basket sarà forse argomento di una prossima puntata.

Ma il basket B.P. (before Peterson) cos’era? Per me, da piccolo, era una cosa esotica, un ritrovo di iniziati, qualcosa che mi faceva sentire diverso, unico tra la folla calcistica e, a quei tempi, ciclistica. In palazzetti regalati dalle olimpiadi romane (1000 posti stipati), il basket prima del 1973 (anno incredibile nella mia vita: grazie al fatto di essere andato a scuola un anno prima, mi ritrovai al liceo proprio dopo l’11 settembre - quello che resterà per me il più triste 11 settembre della Storia: l’omicidio di Salvador Allende da parte della CIA - ed iniziò per me una vita totalmente nuova) è nei miei ricordi qualcosa di unico e di mitico. Non saprò mai quanto i miei ricordi hanno ingigantito, e quanto la mia giovanissima età ha cancellato.

Ma la mia infanzia cestistica è dominata dalla Libertas Livorno che si affacciava talvolta in A (Gino Natali, mio eroe …), dalla finale di Monaco 1972 (in camera mia ha dominato per anni il poster del canestro di Alexander Belov, anche se il mio idolo era Sergei Belov), e da IGNIS – SIMMENTHAL. La sfida.

Da sempre lo sviluppo dello sport in Italia (e forse non solo) si è basato su rivalità. La gente ama dividersi tra Coppi e Bartali, Inter e Juve, Saronni e Moser, Spasski e Fischer, Prodi e Berlusconi. Tutta gente di spettacolo.

Da ragazzino o eri Simmenthal o eri Ignis. Ed io ero cento volte Simmenthal. Per tredici anni (1960/1972) il campionato italiano vide 7 volte campione Milano, 5 volte Varese e nel 68 (altro anno rivoluzionario) Cantù.

Nel 1966 esordisce a Varese il più famoso giocatore italiano, Dino Meneghin. Per noi bambini del minibasket (la leva cestistica non esisteva più) era un giovane che ce l’aveva fatta. Gli altri varesini di cui mi ricordo bene sono Rusconi, Ossola, Bisson (il mio preferito), Malagoli, e, pura fantasia per un ragazzino, il messicano Manuel Raga.

L’Ignis vince il Campionato Italiano nel 1971 sconfiggendo il Simmenthal nello spareggio disputatosi a Roma il 3 aprile per 65 a 57. Il mio Sergei mi vendica qualche giorno dopo, e l’Armata Rossa supera l’Ignis ad Anversa per 67-53 nella finale di Coppa. Oltre a quello, altri quattro furono in quegli anni gli spareggi giocati da Milano e Varese: ovviamente, non esistevano i play off. Milano se ne aggiudicò due, uno dei quali a tavolino (stagione 1965-66), dopo averlo perduto sul campo, per la posizione irregolare dell’italo-americano dell’Ignis, Tony Gennari.

 

Campionato 1971-72, è l’ultimo trionfo in panchina del Principe Cesare Rubini, spareggio Ignis-Simmenthal: 64-60 per le Scarpette Rosse, Bariviera, Bianchi, Brumatti, Cerioni, Giomo, Iellini, Kenney, Masini.

Io adoravo Giulio Iellini. Quando sotto casa, inventandoci un canestro immaginario su una colonna portante dell’edificio, giocavamo a basket, io ero SEMPRE Giulio Iellini. Per me era il miglior play d’Europa. Sapeva far giocare la squadra alla grande, ma sapeva anche tirare e penetrare con uguale efficacia, ma soprattutto aveva una grande visione di gioco e distribuiva centinaia di assists, per i miei occhi di allora, semplicemente geniali. Io ero il numero 5 delle scarpette rosse, lui era il mio faro, il mio idolo. Aveva i capelli lunghi, come un indiano!

 

Iellini era l’ideale complemento di Brumatti, il grande Pino che ha fatto in tempo a giocare a quarant’anni a Siena e a farci vincere. Il più mortifero arresto e tiro di tutti i tempi, roba che il grande Bulleri di oggi diventa una copia sbiadita. E poi il rosso Kenney: le memorabili botte con Meneghin, che difensore!!

 

Insomma, non so se avete capito. Non posso parlarvi di Ignis-Simmenthal se non come MITO, perché i ricordi di bambino non mi permettono di più. Posso solo scusarmi per non aver fatto menzione particolare di altri personaggi meravigliosi, come Zanatta, Bariviera, Ferracini, Cerioni, e aver tralasciato volutamente di parlare di Bob Morse, che fece lo spareggio del 1973 e poi dominò la scena per tutti gli anni 70.

Dal 1971 al 1974: la rivalità tra Milano e Varese fece storia. Tre spareggi in quattro anni, mai una stagione con una delle squadre oltre le 3 sconfitte e nel 1973 Milano che arrivò seconda perdendo una sola partita, a Varese. I tre spareggi consecutivi fecero scalpore e cambiarono la storia dello sport in Italia: infatti il basket fu il primo sport di squadra a istituire i playoff!

Questo è uno dei miei personali motivi per cui adoro il basket: perché sa rinnovarsi e migliorare, sempre, come i veri amori, quelli che imparano a durare nel tempo.

 

postato da: kcjones alle ore 13:03 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 04 marzo 2006

si può tagliare qualcosina e metterci sopra qualche soldo (cento/duecento euro ce li metto io)?

postato da: kcjones alle ore 14:53 | Permalink | commenti (3)
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