





Il signor Pallavicino ... "E' stato l'artefice maggiore della presa per il culo generale, ha dichiarato che era in Ucraina a fare una girata, ha detto al telefono "Cristiano sta bene a Livorno e resta dove stà" la sera prima della firma. Ha preso per il culo anche una redazione come la nostra che lo chiamava non certo per fare scoop e aumentare guadagni e pubblicità ma solo per colmare un gap informativo che teneva la città col fiato sospeso. Pallavicino non se lo può permettere di fare il furbo così, perchè se era onesto ci diceva: "Ragazzi non vi posso dire niente. non mi chiamate più". Chi telefonava sarebbe andato a letto e avrebbe dormito bene ugualmente. E invece ha voluto rilanciare, forse eccitato, con i dollari stampati sugli occhi come Zio Paperone." (da: Senza Soste)
(bòna bimbi, ci si ...)
Il fatto grave di tutta la faccenda è che ne viene fuori una morale chiara: che ognuno ha un suo prezzo. "Tenetevi il miliardo, ma quattro me li piglio". Alla luce di questo tutta la storia precedente di questi anni viene completamente capovolta e la figura del giocatore legato alla maglia, ai valori ecc. diventa una macchietta. E quel che peggio lo diventano i valori che diceva di rappresentare. Io comunque non sono rimasto deluso ora ma l'anno scorso, quando Cristiano aveva trattato non ricordo con chi (Spartak Mosca mi sembra) e poi non aveva concluso, perché il semplice fatto che fosse una questione di condizioni e clausole contrattuali dimostrava che già si era su questa rotta.
A parziale attenuante di Cristiano si deve dire (oltre che non è mai stato un'aquila ed è sempre stato mal consigliato, a partire da Pallavicino) che il calcio che noi e lui pensavamo di giocare/tifare non esiste più da tempo ed è stato affossato dalle diffide, dal decreto Amato, da calciopoli, dalle strategie di Spinelli, dalle beghe di curva. Oggi il Livorno non è più il nostro Livorno (quello che seguivamo con entusiasmo a Castelfranco Veneto, a Vasto, a Ponsacco), ma un OGM che fa parte a tutti gli effetti del sistema calcio e di cui a me personalmente m'importa una sega.
In questo quadro effettivamente una figura come Lucarelli, in un calcio come questo dove non si può neanche portare una bandiera di Cuba allo stadio, era un po' patetica, tanto da sembrare finta come tutto il resto.
Ed in effetti era finta.
Altro elemento da sottolineare è qualcuno in città gode: è la Livorno peggiore, la Livorno del "potta vaini e ponci", quella che una volta stava dietro a Costanzo "Ganascia" Ciano, la Livorno del Tirreno e del potere locale, dei veziobenetti e degli attiliodalesio, dei club servi del presidente di turno, dei calciatori mancati e invidiosi e dei ciaccioni.