basket, il luogo dove i numeri incontrano la poesia. mens sana ed altro.
chi sono
Nel 1989 vivevo ancora a Livorno, era maggio e vidi tagliare una retina da Wendell Alexis e pensai di aver vinto uno scudetto. Arrivai a casa dopo qualche ora e seppi che l'avevano data vinta a Milano. Per dieci lunghi anni ho cercato di dimenticare e, nel frattempo, ho cambiato città: Siena. A Livorno intanto il basket era morto. Un giorno di pochi anni fa a Siena è arrivato un turco e, non ci crederete, le cose sono iniziate a cambiare. E finalmente ho vinto lo scudetto. E un paio di Coppe. Questo è un inno d'amore per il basket, e per la mia squadra, la Mens Sana Basket Siena.
Aquila derubata dagli arbitri che regalano il successo (69-72) a Siena. I tifosi infuriati invadono il campo: scatta la caccia all'uomo, rissa finale.
Questo è il titolo dell'ormai ineffabile Labanti sul Corriere di Bologna (quello che raccontò di Sacrati a Madrid a gufare).
Chi ha visto la partita sa cosa sia effettivamente successo: non ho dato la croce sugli arbitri a Madrid quando ho perso col Maccabi perchè non credo che il basket si possa spiegare con qualche fischio "probabilmente" sbagliato.
Per onestà: mi metto nei panni biancoblu (che schifo, solo per un attimo, eh ...) e dico che a parti rovesciate mi sarei incazzato. Così come mi sono incazzato tante volte quando a dominare era Bologna, e Siena subiva arbitraggi scandalosi contro la Fortitudo ed ancor più contro la Virtus.
Ma, così oggi come allora, vinceva la squadra più forte.
Perchè nel basket vince la squadra più forte: non è come il calcio dove c'è il pareggio ed esistono casi di squadre ai paletti per 90' che indovinano l'ultimo contropiede.
Il basket è uno sport molto più onesto, in questo senso.
Allora, voi dell'Aquila parlate degli arbitri e del passi a Nelson di Cicoria, io parlo della partita.
Una partita che dopo la fiammata iniziale della F ha visto il dominio di Siena, capace di piazzare parziali terrificanti e di giocare con un Lavrinovic ispirato, spalle a canestro, fronte a canestro, da fuori, da sotto. Difendendo con ordine e sicurezza, mettendo in mostra meccanismi perfetti.
Contro questo gioco, Fortitudo ha giocato di forza e di nervi, subendo con un Jenkins inguardabile, un Lamma lemme, un Forte fortissimo ma come sempre a sprazzi, Bagaric e Cittadini che non valgono la metà di Eze e Ksistof e che ha fatto bene solo con quintetti molto piccoli, andando a rischiare su ogni pallone, per concretizzare un recupero che non c'è mai stato (Siena è stata anche + 14).
Tra l'altro Fortitudo ha fatto il 25% da tre e il 50% ai liberi.
I momenti migliori di Bologna sono coincisi con i momenti di massima aggressività difensiva: hanno trovato arbitri con i coglioni, ed è andata male.
Coi coglioni, devo dire, ma anche con poco buon senso, perchè se nel tanto discusso episodio avessero fischiato fallo a Lavrinovic (che aveva preso posizione con il tempo giusto ma con una apertura di gambe troppo esterna al cilindro: questo per dire che il fischio è stato sbagliato ma non in modo così scandaloso), Bologna avrebbe probabilmente perso lo stesso.
Partita complessivamente dominata, al di là dei numeri. F vive di fiammate, Forte interpreta al meglio questa natura, ma finchè ha addosso Sato non brilla.
L'inizio è stentato ma Siena ha il merito di non distrarsi nè snaturarsi e finisce che passo passo , difesa su difesa, più qualche tiro ammazzasperanze e la F è domata ben prima del fischio finale.
Kcj arriva senza timore. Pronostica un 88-55 per tenere allegra la compagnia. Come la squadra non si scompone quando dopo ben tre minuti arriva il primo canestro e neanche dopo sei minuti quando l'unico a tabellino è Sato con sei punti. Si sbagliano tiri aperti e c'è un Eze in giornata no, prende tiri dalla media, è molle.
L'unica preoccupazione viene dall'energia che vedo in campo: a parte Romano, poco. Fortitudo va avanti ma per farlo paga dazio, giocatori importanti con due e tre falli dopo cinque minuti.
Entra Lavrinovic e la musica cambia.
Poi un secondo quarto da accelerata (31 punti segnati, equilibrio in attacco ed in difesa). Ci prova un pò nel terzo Bologna, ma viene rintuzzata e Forte più di tanto non incide.
Finisce praticamente qui. Il saggio Sakota pensa già a gara due, Simone lo imita e si finisce con Berti in campo.
Qualche nota: migliori per Siena Sato (soprattutto per la difesa eclettica che riesce a mettere su Forte, ma questa è una cosa che Sato fa da due anni, dal play all'ala piccola, su tutti i più forti avversari: vero jolly, vero valore aggiunto) e Ksistof, classe e capacità di rendere semplice l'impossibile.
Per Bologna una menzione per Janicenoks, non tanto per i punti segnati, ma per lo spirito da play off mostrato.
I peggiori: per Siena lo spento e insicuro Eze (fa rabbia quando T-Mac e Bootsy gli mettono in mano assists deliziosi e a lui sfugge di mano il pallone!!) mentre per Bologna direi Mancinelli visto che poteva e doveva essere un punto di riferimento. Shaun piano piano l'ha annullato.
Una citazione a parte la devo al giocatore Orazio Jenkins, che in settimana si era paragonato a T-Mac, aveva detto di essere un campione e di essere non capito da nessuno.
Un giocatore dannoso, egoista quando c'è da giocare, presuntuoso e di scarsa sostanza. Un giocatore che avrei voluto vedere in mano a Dado Lombardi, così, tanto per fare due risate.
Un altra citazione per il pubblico bolognese: numeroso, appassionato, ricco di sfottò come nella migliore tradizione.
Il problema è: se non conti nulla, se arrivi ai play off in modo rocambolesco senza aver meritato tutto l'anno, se vieni tutto speranzoso perchè ti sei fatto un film inesistente (una mens sana distrutta dall'esperienza madrilena) e perdi netto, chi te la dà tutta quella spavalderia? Sono tutti come Jenkins?
Bè, comunque vanno rispettati per lo striscione di solidarietà con il Commandos, matato dalla Guardia Civil e chissà, magari con la regia del Mossad, il tutto in un silenzio assordante.
A lunedì.
Auguri a Milano, del vulcaniano e delle scarpette rosse, e chissà che non ci si trovi in semifinale insieme.
Auguri alla Fscudata di Joe, che da stasera incontriamo.
Auguri alle "piccole", che ci sono meritatamente, Avellino, Orlandina, Montegranaro.
...
...
No, gli auguri anche a Roma e Cantù, non ce la faccio, scusate.
PROPOSTA PER LA SINISTRA:
NON APPENA QUESTO GOVERNO DI NANI, STORPI E BALLERINE VARERA' IL FEDERALISMO FISCALE, FACCIAMO PARTIRE UN BOICOTTAGGIO VERSO TUTTE LE AZIENDE LOMBARDE E VENETE.
COSI', A SPREGIO.
Non sarà un play alla Stefanov, per capirsi, e venerdì, sul + 18, l'omino avrebbe fatto comodo.
Ma l'intensità ed il killer istinct di T-Mac sono stati premiati ieri sera: è lui il miglior play di tutta l'Euroleague.
Ecco il quintetto dei sogni:
MC INTYRE, LANGDON, SISKAUSKAS, MORRIS E SPLITTER
(a parte il tifo che mi ha fatto mettere Thornton davanti a Langdon, gli altri quattro li avevo indovinati)
LA TRISTEZZA PIANO PIANO LASCIA IL POSTO AD UNA SANA INCAZZATURA
Sacrati a Madrid si gusta il ko a sorpresa della Montepaschi "il ko di Siena, giunto a sorpresa dopo un primo tempo dominato fino al +18, ha lasciato tutti di stucco. Un lieve ghigno è comparso sui volti del clan biancoblù — quello vero, non quello dei baschi di Vitoria, gemellati con la Fossa e presenti nel loggione con l'immancabile banda e pure con sciarpe dell'Aquila — perché dopo il calcione subito da Pesaro in Coppitalia e quest'incredibile rovescio davanti a re Juan Carlos, Siena ha le spalle al muro. Le restano solo i playoff-scudetto, si comincia il 10 maggio con la Fortitudo (che al PalaSclavo perse solo di 1) e la pressione si fa pesante. Per il Montepaschi." Mancinelli: noi andiamo là con l'idea di fare il colpaccio.
Bene, da oggi si vive per vedere nel fango la Fortitudo.
Un risveglio duro, come quello che ti ripropone la certezza della fine, l'arrendersi di un amore, una nuova e non voluta solitudine.
Una notte agitata (con moglie giustamente incazzata) dovuta agli eccessi post-inculata.
Una nebbia che ancor non si dirada, e che mi impedisce un'analisi sottile.
E' evidente che le partite secche non sono il nostro forte; ci sono momenti in cui la partita cambia psicologicamente e tu devi essere pronto, con armi anche non ortodosse, con i singoli piuttosto che con la squadra. Devi avere il leader in campo che ti toglie le castagne dal fuoco inventandosi magari due tiri ignoranti (guarda cosa vado a dire ... scusate, è la nebbia) e che ricaccia in gola all'avversario la speranza di rientrare in partita.
Questo momento si è consumato alla fine del terzo quarto, complice un arbitro (non dico niente: arbitraggio complessivamente all'altezza, ma ...) che non vedeva l'ora di restituire al Maccabi un fallo tecnico fischiato nel primo tempo a Sherf. Simulazione a Ksistof (in una semifinale di Euroleague??!!?) ed in un amen si va dal +10 al +3. Sfiga sull'ultimo tiro, e tripla di Blutenthal all'inizio di quarto quarto. Pari.
Lì avremmo dovuto aggrapparci a T-Mac.
La presenza di Ilievski + Diener nei primi cinque minuti del quarto quarto resterà per sempre un buco nero, un gorgo nel quale ieri sera ho rischiato di affogare, e che stamani - ahimè - continua a ronzare.
Nonostante tutto, orgoglioso della mia Mens Sana.
Smaltiamola presto e sorridiamo.
C'è uno scudo da conquistare.
Già, oggi è il gran giorno.
Mancano sette ore e 53 minuti. I secondi non li conto (ancora).
Ci è venuto a trovare un vecchio amico
Ora sveglio il piccolo, lo devo portare a tagliarsi i capelli, poi farò la spesa e preparerò qualcosa da mangiare, poi nel pomeriggio gioco a Travian, e devo passare anche dall'USL.
Io non so più cosa inventarmi.
Adrenalina a mille.