EVELINA
A Sant'Anna di Stazzema, nelle colline sopra Lucca, il 12 agosto 1944 arrivarono quattro compagnie di SS del secondo Battaglione, la quinta, la sesta, la settima e l'ottava. Si preannunciarono con il lancio di quattro razzi rossi.
Gli uomini, pensando alla rituale retata, se la dettero a gambe per la valle.
Su, in alto, rimasero in gran parte solo vecchi, donne e bambini.
Evelina era nella sua casa. Aspettava la levatrice. Furono loro, i militari, a far da levatrice. Li guidava il fu capitano Anton Galler, un ex fornaio. I suoi uomini aprirono il ventre di Evelina con le baionette e lanciarono il feto per aria, sparandogli alla testa.
Il marito di Evelina fu trucidato con i suoi fratelli, qualche metro più in là.
I nazisti radunarono vari gruppi di persone, trascinandole fuori di casa, per ucciderle: alla fine le vittime di questa strage furono 560.