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domenica, 31 maggio 2009
1 - 0
In quella che io considero (non me ne vogliano gli amici milanesi e biellesi) la vera finale, Siena si sbarazza di Treviso (senza Nicevic) con autorità. Il punteggio (bugiardo) non racconta di una partita a strappi, che solo il 20 - 0 finale ha portato a quelle proporzioni. Treviso è una signora squadra, come dico dall'inizio del campionato. E' l'unico progetto serio oltre a quello di Siena.
HD in gran spolvero offensivo, 32 points con 7/7 da tre.
Shaun monumentale, come l'omino di Lafayette. Se Rimas accelera pochi stanno dietro. Difesa impossibile nel primo quarto. Poi zona e pressing, e la mente dell'avversario si obnubila. Se parte il contropiede, Siena non ha - davvero - rivali.


Di là dall'oceano ...
MAGIC vs LAKERS

1 - THU 6/4 ORL at LAL 9:00 ET  
2 - SUN 6/7 ORL at LAL 8:00 ET  
3 - TUE 6/9 LAL at ORL 9:00 ET  
4 - THU 6/11 LAL at ORL 9:00 ET  
x 5 - SUN 6/14 LAL at ORL 8:00 ET  
x 6 - TUE 6/16 ORL at LAL 9:00 ET  
x 7 - THU 6/18 ORL at LAL 9:00 ET

... non essendo un lebroniano, e considerando i Magic una vera squadra, non posso che esserne felice.
SE poi battessero gli oroviola ...



CALCIO

Per me la giornata sportiva di ieri era già abbondantemente positiva alle 18 del pomeriggio.

PISA IN SERIE C, LIVORNO (TERZO) AI PLAY OFF.



 
postato da: kcjones alle ore 09:53 | Permalink | commenti (4)
categoria:basket, campionato 2009
giovedì, 28 maggio 2009
Oggi, 28 maggio: 35 anni fa, Piazza della Loggia




Ieri, 27 maggio: sono passati venti anni dalla finale Livorno - Milano.




Los Angeles e Orlando hanno il match ball per la finale

Sabato, arbitri permettendo, arrivano i radicchi.
Bullo e Soragna che sembrano rinati, l'odioso Stefansson (sempre tra i coglioni ...), Wood e Neal, C.J. Wallace (quando gioca, è l'unica alternativa credibile a Stonerook in Italia)  e Nicevic che non è proprio niente male. E poi Renzi Rullo Sandri. E se giocano, Rancik e Kalampokis. 
Insomma, a prenderli sotto gamba ci faremmo molto male.

Ah, e Claudio Martelli allenatore.
postato da: kcjones alle ore 19:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:basket, campionato 2009
mercoledì, 27 maggio 2009
BIELLA SBANCA ROMA E TROVA MILANO IN SEMIFINALE

Sembra che Toti si sia suicidato usando una sciarpa giallorossa appartenuta a uolterueltroni.


A questo punto è assodato:
dopo la Juve,
il PDS,
il Comune di Roma,
il PD,
la Virtus Roma

UELTRONI PORTA SFIGA

postato da: kcjones alle ore 17:35 | Permalink | commenti (4)
categoria:basket, campionato 2009
sabato, 23 maggio 2009
chauncey billups, mio giocatore preferito, ieri ha massacrato kobino.
Quando su una rimessa da fondo, nessuno si liberava, ha tirato la palla sulla schiena di bryant, l'ha ripresa e ha fatto canestro - GIURO - sono svenuto.
Guardatelo qui se non ci credete, al 50 secondo degli highlights.

postato da: kcjones alle ore 14:11 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 23 maggio 2009
Stasera a chiudere la serie ...
... e il 3 -0 pronosticato e - credo - poco quotato dai betters, si dovrebbe concretizzare.
Pesaro si è rivelata troppo più debole, nessuna sorpresa, ma neanche tanto battagliera. Non inganni la rimonta in gara due: Siena è stata sempre in controllo. In gara uno invece è stato addirittura imbarazzante vedere i giocatori di Pesaro cercare il quinto fallo per terminare la tortura.
Superiori ovunque, il divario è apparso immenso in regia, dove a McIntyre/Finley si opponevano uno Stanic/Van Rossom da lega due.

Le altre sono (saranno) 2 - 1. L'unica serie "vera" sembra essere Radicchi - Bavosi, mentre Biella e Teramo cercano solo di vendere cara la pelle.


Pesaro e Siena sono state le squadre italiane di Alphonso Ford.
Che peccato che abbia sventolato solo una bandiera in curva biancorossa a ricordare l'immenso campione: come sarebbe bello che ogni Siena-Pesaro iniziasse con un ricordo o un tributo al grande giocatore.


Lancio questo appello a Minucci e Vellucci: non dimentichiamo.
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categoria:basket, campionato 2009
domenica, 17 maggio 2009
Storie di basket
Il torneo delle contrade: Coppa Affogasanti

(1978) Fu quella una edizione di assoluto valore
tecnico ed agonistico con le sei contendenti, Angiolieri, Barbicone Due Porte, Duprè , Leone e San Marco che schierarono autentici “squadroni” con i migliori giocatori italiani, reduci dal Torneo preolimpico di Edimburgo, dove gli azzurri avevano avuto la meglio sui campioni
del mondo della Jugoslavia.
Vado a memoria; nella Civetta, Alberto Ceccherini contava su Bariviera, Masini, Pieric e Franceschini.
Sandro Finetti schierava in Via
del Comune Arrigoni, Valenti, Casanova, Di Nallo e Benelli.
In Pantera Lele Sensi si avvalse
dell’atletismo di Carraro, Dordei e Ricci, con i laziali Tassi e Sforza a menare le danze.
A Barlucchi il manager dell’Onda, Beppe Di Ronato, aveva affidato Dino Meneghin, Zanatta, De Rossi, Zonta e Fucile.
Nel Leone
accanto all’Istriciaolo Carlino Dolfi, giostravano Ossola, Cerioni, Tomassi e Grasselli.
E veniamo al San Marco. Vito Volpi, coadiuvato da Nando Chellini e Augusto Ceccherini, mi aveva messo a disposizione, insieme ai “nostri” Badini, Burroni e Verdiani, Giulio Iellini, Crippa, Bini, Quercia, Daviddi, Corno – il futuro allenatore della nazionale italiana femminile – e Vito Fabris da Forlì.
I favori del pronostico andavano tutti alla Duprè, con Due Porte e Leone in seconda battuta, ma dovevamo fare i conti con la “tratta” degli americani della Long Beach All Stars del solito McGregor. Vito pescò il giovanissimo play John Holstein della Gonzaga University e il “centrone” nero Ricky Brown, che farà poi
cose egregie a Caserta e nel Real Madrid.
Nella Duprè volò il biondo Rocky Costa, un’ala dal tiro micidiale già in forza al Barcellona che finirà poi a lavorare nelle soap opera americane, sfruttando il fisico statuario e il suo apollineo profilo.
A Siena c’erano tutti i grandi nomi del tempo da Dan Peterson a Valerio Bianchini,Sandro Gamba, Riccardo Sales, Brunetto Arrigoni, oltre ad Arceri, Bogarelli, Eleni e Campana, le “firme” più importanti dell’epoca.
Duprè in finale, come da pronostico, mentre noi approdiamo alla serata di gala solo per scarto canestri dopo aver perso con il Leone.
Nessuno aveva osato sperare nella finale. Il 27 andammo in “ritiro” con mogli e fidanzate a Brolio dove restammo a tavola fino alle cinque de la tarde. La nostra droga? Chianti, chioccioline in umido, pappardelle, arrosto misto e cinghiale alla cacciatora. Cantucci e vin santo, grappa solo per dirigenti e allenatore, anche se Fabris, che aveva “legato” come un fratello con Scansano, un paio di grappini se li scolò…
Il nostro massaggiatore, Altero “Billera” Verdiani, prima della partita mi chiamò da
parte e mi invitò “garbatamente” a limitare la sicura sconfitta in dieci-dodici punti di scarto per salvare almeno la faccia...
Ero stato assistente del Cardaioli e qualcosa avevo imparato. La zona poteva mettere in difficoltà Meneghin e anche un tiratore come Costa, che si appoggiava all’uomo un po’ come faceva George Bucci, avrebbe potuto trovare qualche ostacolo nella difesa schierata. Se poi Crippa, uno splendido manovale, difensore
indomito, e Bini avessero impacchettato il Menego si poteva reggere botta.
E così fu. Si arrivò gomito a gomito ai tre minuti finali.Iellini fu colpito al volto. Perdeva sangue dal naso e dalla bocca. Io (… ma chi ero io per tenere sul parquet in quelle condizioni l’eroe di Edimburgo?) chiamai “minuto” e gli chiesi se non fosse il caso di farsi curare in panchina.
Iello con una garza che gli gonfiava le narici e il cotone fra i denti mi fulminò “Qui si decide la partita e io non esco! Si vince, al sangue ci penso dopo.” E proprio Iellini recuperò in tuffo a metà campo il pallone decisivo, e Brown schiacciò in faccia a Meneghin la palla della vittoria.
Un tripudio con la gente di San Marco in festa in mezzo al parquet e i quattromila del palasport a spellarsi le mani dagli applausi. Angiolino Pianigiani e i fratelli Finetti avevano montato in fretta e furia quattro braccialetti, illuminando il Bivio. Aria di festa con i nostri ragazzi che ci aspettavano con un due tamburi e le bandiere al vento.
Chili di penne al sugo e le favolose bistecche del Pierini alla brace (Brown, il colosso dell’Alabama, credendo che fosse suo il vassoio che aveva davanti se le mangiò quattro. Fabris si accontentò di due, dopo aver sgominato una zuppiera di pasta per sei).
Iello entusiasta di tutto, dell’atmosfera, dell’ambiente, della gente, della contrada, aveva smesso di tamponarsi naso e bocca e chiese di acquistare qualche bistecca. Il Pierini, nel mezzo della notte, aprì la cella frigorifera al tartarugone e gli riempì la bauliera della sua fuoriserie di bistecche, E non volle una lira “scherzi? hai dato il sangue per noi!”.

Una serata indimenticabile per noi che l’abbiamo vissuta. Magari i nomi di quei campioni diranno poco ai più giovani. A quei ragazzi di venti e trent’anni che nel basket si esaltano dinanzi a Forte, Mc Intyre e al Mago Bargnani, la prima scelta della Nba. Ma la vita è bella anche dopo i 50 anni e i ricordi sono il sale della nostra esistenza. E quella è stata una stagione forse irripetibile. Ma se siete arrivati alla fine di questo articolo vuol dire che qualcosa vi ha “legati” al pezzo. E allora fate un ultimo sforzo e sentite cosa scrisse la Gazzetta dello Sport su quella finale: “Arrivare alla finale per la Duprè fu quasi un gioco da ragazzi, ma proprio
nella serata decisiva il meccanismo si inceppò e la Duprè di Meneghin e Zanatta fu sconfitta di misura dal San Marco di Iellini. Quando Marino (ndr Zanatta) uscì dal campo e vide i musi lunghi dei ragazzi di Malborghetto, rimasti afoni per scandire fino alla fine i nomi dei loro beniamini, si mise una mano nei capelli. Non avrebbe indossato più quella maglia. Era rimasto scosso. Era partito dal Nord con moglie e figlio, convinto di partecipare ad uno dei tanti tornei estivi che si fanno in giro per l’Italia, come le sagre di paese. E invece era arrivato a Siena, aveva trovato un clima da campionato di massima serie con tutti gli stress del caso. A questo quadro si aggiunge poi quasi una settimana trascorsa fra i ragazzi dell’Onda… no, niente più basket, ma provate a dire male del bianco e celeste a Zanatta!” Lui sarà per anni alla cena della Prova Generale e al Palio, così come Vito Fabris, un paio di spalle da prima fila, nella Chiocciola. Ecco quello era l’Affogasanti… ne potete andar fieri anche se lo vivete solo nei ricordi di un nonno vicino ai sessanta.
Roberto Morrocchi

Magari qualcuno non capirà bene tutto, ma se viene a Siena poi capisce ...
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categoria:basket, aboutme
venerdì, 15 maggio 2009

Non ho più scritto, e chi ha tempo?

Ma non sono sparito, mi sto preparando (con una sottile, ingiustificata inquietudine) a questi play offs.

Non parlo di basket da un mese circa, e di cose ne è successe.

Le final four, che hanno visto trionfare il Pana , meritatamente, restituendo anche ulteriore prestigio alla Mens Sana.

- un uomo, per me il migliore della squadra e che non mi è propriamente simpatico, entra di diritto nella storia assoluta di questo sport, avendo vinto la coppa con tre maglie diverse ;

- un altro uomo, che invece adoro, per la seconda volta è votato come il miglior play d’Europa ;

- Minucci, Mc Intyre e Datome con Whitehead sono i migliori d’Italia;

- finisce la regular, con l’incredibile 29-1 di Siena e la retrocessione di Udine e Fortitudo;

 

Cominciamo dalla Fortitudo: retrocessione meritatissima (sono partiti con due punti in più di tutti gli altri e retrocedono contro una squadra che ne aveva due meno di tutti gli altri) dal punto di vista societario e tecnico, ma il campionato perde una grandissima (voglio dire: incassi, audience, rivalità, storia) per colpa di una gestione demenziale. Come ha detto Peterson, prendendo ad esempio Varese, potrebbe essere una grande occasione: azzeriamo tutto e ripartiamo. Si può vincere una A2 e tornare più solidi.

Invece, la strana coppia Sacrati/Savic ha già minacciato metà Bologna: restiamo.

I tifosi invece, quelli veri, organizzano un “retrocession day”, un party autoironico che è veramente un iniziativa intelligente. Forse la strana coppia di fronte a tanta intelligenza si farà da parte …

 

Play off: quattro belle sfide, con quella che vede Siena e Pesaro di fronte, unica ad apparire scontata. Pesaro ci fece male l’altr’anno in Coppa Italia, ma non vedo come possa vincere tre volte con Siena. Può avere la serata magica e allungare la serie, ma non credo possa fare di più. A parte il confronto Stanic/McIntyre che è improponibile, il resto dei due quintetti può stare di fronte; ma è dalla panchina che Siena fa la differenza. Finley, Kaukenas, Carraretto, Ress e Lavrinovic è il nostro secondo quintetto: secondo me avrebbe qualche chances di arrivare secondo in campionato.

 

Anche Roma – Biella ha pronostico largamente a favore dei giallorossi; solo che Roma quest’anno non mi ha mai convinto, se non qualche singola partita, e Biella è in grande spolvero.

 

Apertissime invece Treviso-Bologna e Teramo-Milano. Milano prende Marconato, confermando una delle tante tendenze negative delle squadre delle grandi città (a volte mi sembra la mia Inter di qualche anno fa): prendo il nome, a fine carriera, così spendo tanto e non raccatto niente. Bah. Teramo potrebbe anche farcela, ma ci vuole anche tanta fortuna.

 

Pronostico di kcjones:

Siena – Pesaro – 3 – 0

Roma – Biella – 3 – 1

Treviso – Bologna – 3 – 2

Teramo – Milano – 2 - 3

postato da: kcjones alle ore 19:01 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 10 maggio 2009
ciao, daddy rich.
a te il dream team del paradiso del basket.
sono certo che drazen sarà nel quintetto.

postato da: kcjones alle ore 13:04 | Permalink | commenti (4)
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