Silvio c’è… ma a me me lo puppa! Technorati Profile aboutme | i love basket
venerdì, 17 luglio 2009
CHIUSO PER FERIE



Me ne vado nel Salento, con Mary Jones e prole,
Bogus (in questo blog INF), la Bogusova e figlia.
Zaino pronto e pallone da basket.
Non si sa mai.
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categoria:basket, aboutme
giovedì, 02 luglio 2009

Il mio attore preferito se n'è andato (neanche tanto presto devo dire, aveva 97 anni!!) e a me mancherà per sempre quel naso, e quella presenza, assolutamente unica. Addio Karl,

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categoria:aboutme
sabato, 13 giugno 2009
Un fenomeno culturalmente stroncato trent'anni fa da una delle più belle ed anarchiche sequenze cinematografiche che abbia mai visto (ricordate John "Joliet Jake Blues" Belushi ed il suo "IO LI ODIO I NAZISTI DELL'ILLINOIS"), vede oggi la luce in Italia.
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guardia_nazi-onale.jpg(da "senza soste")
Verranno presentate il 13 giugno a Milano. Si chiamano 'Guardia Nazionale Italiana'. Intervista al loro fondatore, Gaetano Saya
Quest'estate, salvo imprevisti, i volontari della Guardia Nazionale Italiana (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi (approvato dalla Camera lo scorso 14 maggio, ora all'esame del Senato) che all'articolo 3 (commi 40-44) prevede il concorso di "associazioni di cittadini non armati" al presidio del territorio (le cosiddette ronde).
Sono ex appartenenti alle forze armate e alle forze dell'ordine e normali cittadini "patrioti e nazionalisti" pronti a "servire la nostra terra e il popolo italiano" svolgendo attività di vigilanza "per potenziare la sicurezza nei centri urbani" ma anche di "protezione civile" e di "promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all'Impero Romano".
Hanno un Comandante Generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta, di Massa Carrara, e un Presidente Nazionale, il giovane ex alpino Maurizio Correnti, di Torino (città in cui si trova anche la loro sede nazionale: le sedi operative sono, per ora, a Sarzana, Reggio Calabria e Siracusa).
Indossano una divisa: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo della Gni: l'aquila imperiale romana.
Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.
Al braccio portano una fascia nera con la "ruota solare", simbolo del Partito Nazionalista Italiano (Pni): la nascente formazione politica che sta dietro alla Gni.
Il sito del PniAnche i membri del Pni avranno un'uniforme: la stessa della Guardia Nazionale Italiana. Il programma politico del Pni, di stampo statalista e collettivista, prevede tra l'altro la pena di morte per "gli usurai, i profittatori e i politicanti", la lotta "contro il parlamentarismo corruttore" e la creazione di "un forte potere centrale dello Stato" e di "camere sindacali e professionali", il diritto di cittadinanza e l'accesso alle cariche pubbliche "solo per chi sia di sangue italiano", lo stop a "ogni nuova immigrazione di non-italiani" e l'immediata espulsione forzata di "tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977", il divieto di pubblicazione di "giornali che contrastano con l'interesse della comunità" e l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale".
La divisa grigia del Pni e della GniI paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni debutteranno ufficialmente il 13 giugno a Milano, al numero 5 di via Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale di Gaetano Saya, che nella sua pagina internet personale si dichiara "l'ispiratore politico" della Guardia Nazionale Italiana".
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il recente scioglimento di Alleanza Nazionale è rimasto l'unico depositario del simbolo dell'Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore'ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie' (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne arrestato per l'oscura vicenda dei ‘servizi paralleli' (il Dssa, Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo, diretto da Gaetano Saya e Riccardo Sindoca): una "banda di pataccari" secondo l'allora ministro degli Interni Pisanu, che però risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari.

... CHE UN GIOVANNI BELUSCI ITALIANO ARRIVI A DISTRUGGERE CON UNA RISATA QUESTA FOLLIA:
RISVEGLIA IL BELUSHI CHE E' IN TE
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categoria:storia, basket, aboutme, campionato 2009
domenica, 17 maggio 2009
Storie di basket
Il torneo delle contrade: Coppa Affogasanti

(1978) Fu quella una edizione di assoluto valore
tecnico ed agonistico con le sei contendenti, Angiolieri, Barbicone Due Porte, Duprè , Leone e San Marco che schierarono autentici “squadroni” con i migliori giocatori italiani, reduci dal Torneo preolimpico di Edimburgo, dove gli azzurri avevano avuto la meglio sui campioni
del mondo della Jugoslavia.
Vado a memoria; nella Civetta, Alberto Ceccherini contava su Bariviera, Masini, Pieric e Franceschini.
Sandro Finetti schierava in Via
del Comune Arrigoni, Valenti, Casanova, Di Nallo e Benelli.
In Pantera Lele Sensi si avvalse
dell’atletismo di Carraro, Dordei e Ricci, con i laziali Tassi e Sforza a menare le danze.
A Barlucchi il manager dell’Onda, Beppe Di Ronato, aveva affidato Dino Meneghin, Zanatta, De Rossi, Zonta e Fucile.
Nel Leone
accanto all’Istriciaolo Carlino Dolfi, giostravano Ossola, Cerioni, Tomassi e Grasselli.
E veniamo al San Marco. Vito Volpi, coadiuvato da Nando Chellini e Augusto Ceccherini, mi aveva messo a disposizione, insieme ai “nostri” Badini, Burroni e Verdiani, Giulio Iellini, Crippa, Bini, Quercia, Daviddi, Corno – il futuro allenatore della nazionale italiana femminile – e Vito Fabris da Forlì.
I favori del pronostico andavano tutti alla Duprè, con Due Porte e Leone in seconda battuta, ma dovevamo fare i conti con la “tratta” degli americani della Long Beach All Stars del solito McGregor. Vito pescò il giovanissimo play John Holstein della Gonzaga University e il “centrone” nero Ricky Brown, che farà poi
cose egregie a Caserta e nel Real Madrid.
Nella Duprè volò il biondo Rocky Costa, un’ala dal tiro micidiale già in forza al Barcellona che finirà poi a lavorare nelle soap opera americane, sfruttando il fisico statuario e il suo apollineo profilo.
A Siena c’erano tutti i grandi nomi del tempo da Dan Peterson a Valerio Bianchini,Sandro Gamba, Riccardo Sales, Brunetto Arrigoni, oltre ad Arceri, Bogarelli, Eleni e Campana, le “firme” più importanti dell’epoca.
Duprè in finale, come da pronostico, mentre noi approdiamo alla serata di gala solo per scarto canestri dopo aver perso con il Leone.
Nessuno aveva osato sperare nella finale. Il 27 andammo in “ritiro” con mogli e fidanzate a Brolio dove restammo a tavola fino alle cinque de la tarde. La nostra droga? Chianti, chioccioline in umido, pappardelle, arrosto misto e cinghiale alla cacciatora. Cantucci e vin santo, grappa solo per dirigenti e allenatore, anche se Fabris, che aveva “legato” come un fratello con Scansano, un paio di grappini se li scolò…
Il nostro massaggiatore, Altero “Billera” Verdiani, prima della partita mi chiamò da
parte e mi invitò “garbatamente” a limitare la sicura sconfitta in dieci-dodici punti di scarto per salvare almeno la faccia...
Ero stato assistente del Cardaioli e qualcosa avevo imparato. La zona poteva mettere in difficoltà Meneghin e anche un tiratore come Costa, che si appoggiava all’uomo un po’ come faceva George Bucci, avrebbe potuto trovare qualche ostacolo nella difesa schierata. Se poi Crippa, uno splendido manovale, difensore
indomito, e Bini avessero impacchettato il Menego si poteva reggere botta.
E così fu. Si arrivò gomito a gomito ai tre minuti finali.Iellini fu colpito al volto. Perdeva sangue dal naso e dalla bocca. Io (… ma chi ero io per tenere sul parquet in quelle condizioni l’eroe di Edimburgo?) chiamai “minuto” e gli chiesi se non fosse il caso di farsi curare in panchina.
Iello con una garza che gli gonfiava le narici e il cotone fra i denti mi fulminò “Qui si decide la partita e io non esco! Si vince, al sangue ci penso dopo.” E proprio Iellini recuperò in tuffo a metà campo il pallone decisivo, e Brown schiacciò in faccia a Meneghin la palla della vittoria.
Un tripudio con la gente di San Marco in festa in mezzo al parquet e i quattromila del palasport a spellarsi le mani dagli applausi. Angiolino Pianigiani e i fratelli Finetti avevano montato in fretta e furia quattro braccialetti, illuminando il Bivio. Aria di festa con i nostri ragazzi che ci aspettavano con un due tamburi e le bandiere al vento.
Chili di penne al sugo e le favolose bistecche del Pierini alla brace (Brown, il colosso dell’Alabama, credendo che fosse suo il vassoio che aveva davanti se le mangiò quattro. Fabris si accontentò di due, dopo aver sgominato una zuppiera di pasta per sei).
Iello entusiasta di tutto, dell’atmosfera, dell’ambiente, della gente, della contrada, aveva smesso di tamponarsi naso e bocca e chiese di acquistare qualche bistecca. Il Pierini, nel mezzo della notte, aprì la cella frigorifera al tartarugone e gli riempì la bauliera della sua fuoriserie di bistecche, E non volle una lira “scherzi? hai dato il sangue per noi!”.

Una serata indimenticabile per noi che l’abbiamo vissuta. Magari i nomi di quei campioni diranno poco ai più giovani. A quei ragazzi di venti e trent’anni che nel basket si esaltano dinanzi a Forte, Mc Intyre e al Mago Bargnani, la prima scelta della Nba. Ma la vita è bella anche dopo i 50 anni e i ricordi sono il sale della nostra esistenza. E quella è stata una stagione forse irripetibile. Ma se siete arrivati alla fine di questo articolo vuol dire che qualcosa vi ha “legati” al pezzo. E allora fate un ultimo sforzo e sentite cosa scrisse la Gazzetta dello Sport su quella finale: “Arrivare alla finale per la Duprè fu quasi un gioco da ragazzi, ma proprio
nella serata decisiva il meccanismo si inceppò e la Duprè di Meneghin e Zanatta fu sconfitta di misura dal San Marco di Iellini. Quando Marino (ndr Zanatta) uscì dal campo e vide i musi lunghi dei ragazzi di Malborghetto, rimasti afoni per scandire fino alla fine i nomi dei loro beniamini, si mise una mano nei capelli. Non avrebbe indossato più quella maglia. Era rimasto scosso. Era partito dal Nord con moglie e figlio, convinto di partecipare ad uno dei tanti tornei estivi che si fanno in giro per l’Italia, come le sagre di paese. E invece era arrivato a Siena, aveva trovato un clima da campionato di massima serie con tutti gli stress del caso. A questo quadro si aggiunge poi quasi una settimana trascorsa fra i ragazzi dell’Onda… no, niente più basket, ma provate a dire male del bianco e celeste a Zanatta!” Lui sarà per anni alla cena della Prova Generale e al Palio, così come Vito Fabris, un paio di spalle da prima fila, nella Chiocciola. Ecco quello era l’Affogasanti… ne potete andar fieri anche se lo vivete solo nei ricordi di un nonno vicino ai sessanta.
Roberto Morrocchi

Magari qualcuno non capirà bene tutto, ma se viene a Siena poi capisce ...
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categoria:basket, aboutme
sabato, 25 aprile 2009
Oggi, 25 aprile 2009, il fascismo colpisce ogni giorno.

Le squadracce oggi si chiamano ronde, le leggi razziste pacchetto “sicurezza”, le aggressioni agli immigrati e ai rom episodi di “bullismo”, le “leggi speciali” sono diventate “normali”, i centri per immigrati senza documenti stanno trasformandosi nei lager del nuovo secolo. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore in mare, inghiottito dalle norme razziste che impediscono la libera circolazione degli individui. Ogni giorno, ogni ora, qualcuno muore di lavoro, ammazzato dalla precarietà per legge, dalla clandestinità forzata.

In questo 25 aprile vogliamo ricordare le ragioni di chi combatteva il fascismo, portando in se il sogno di un’umanità senza stati né frontiere, solidale. Lottavano perché uguaglianza/libertà/solidarietà non fossero solo parole ma il cuore stesso della nostra società. Queste ragioni sono state dimenticate o gettate nel fango.

Spetta a noi raccoglierle e farne una bandiera. Spetta a noi riprendere il cammino dei nostri padri e dei nostri nonni. Spetta a noi conquistare un nuovo aprile.

Oggi come ieri

Resistenza!

Buon 25 aprile!

Fonte: Indymedia  ( 24/04/2009 )

... ed io penso ad un 25 aprile di 15 anni fa, a Milano, sotto una pioggia torrenziale, e non sapevo che il diluvio doveva ancora arrivare.


 

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categoria:storia, aboutme
venerdì, 10 aprile 2009
... CHE IL SUO SIGNORE LO RENDA PARTECIPE AL PIU' PRESTO

NO, SENTITE QUESTA ENORME TESTA DI PASQUA COSA HA AVUTO LA GHIGNA DI DIRE ...


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categoria:storia, aboutme
martedì, 17 febbraio 2009

Ho dovuto aspettare, come un tossico aspetta il suo pusher, di farmi passare l'incazzatura relativa alla sconfitta a Pisa. 

Voi forse capirete, amici miei, o forse no.

Forse direte: ma guarda questo qua, grandi idee, il compagno kcjones, un sacco di discorsi e poi sta due giorni incazzato perché perde il Livorno.

Oppure: ma non dice sempre che il calcio è merda e ama solo il basket, ma che cazzo vuole?

In tal caso, miei pochi ed affezionati amici, non avete capito niente, né di me né della vita.

Perché perdere il derby col Pisa (sebbene evento quanto mai raro: era dal '77 che non vincevano, e questo mi ha fatto ricordare con piacere che quelli erano anni di lotta e di grandi intuizioni, e che allora avevo tantissimi capelli) non è una questione di calcio, ma interroga molto di più i massimi sistemi e spinge fino ad un punto di non ritorno l'introspezione.

Come è possibile che una forma umana tra le più evolute possa non prevalere con forme primitive di esistenza? Come giustificare il nostro essere-nel-mondo? Come rispettare, darwinianamente, l'evoluzione del creato?

Di fronte a questi interrogativi, e ad altre sostanze, il goal di Adriano in bagher e la diciannovesima vittoria consecutiva della Mens Sana mi hanno restituito fiducia nella vita e nella filosofia.  

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categoria:basket, aboutme, livorno, campionato 2009
domenica, 08 febbraio 2009
Se la DC avesse fatto come Berlusconi, "con 50 anni ininterrotti di presenza in maggioranza, dopo pochi anni si sarebbe trasformata in un regime monarchico dispotico di tipo orientale. Ma Berlusconi governa così: nel momento in cui decide cambia forma e natura delle istituzioni in cui opera.
Fanno sorridere adesso le affermazioni allarmate degli apprendisti stregoni del PD, che con Berlusconi hanno contrattato una legge elettorale alle Europee che toglie ogni spazio attuale alla sinistra. Si tratta un ceto politico, quello del centrosinistra, che da 15 anni fa della connivenza con Berlusconi la sua ragione d'essere. E sarà questa ragione d'essere che porterà il centrosinistra così come lo conosciamo all'estinzione.
Nel frattempo Eluana Englaro e le istituzioni della repubblica condividono lo stesso lettino e le medesime apparecchiature. Che il destino della tronfia repubblichetta di Mameli e del tetro sistema dei partiti passi anche dalla vicenda in una persona nutrita artificialmente è davvero uno scherzo curioso della storia.
Curioso ma, visto lo spessore storico e morale della repubblica italiana, del tutto appropriato." (nique la police)
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categoria:storia, aboutme
mercoledì, 28 gennaio 2009

Oggi (18.30) inizia l'avventura in top 16, con la trasferta di Zagabria.
Un inizio difficilissimo, definiamolo come il peggiore inizio possibile di un girone forse più abbordabile di altri. Una vittoria subito ci spianerebbe la strada, ma il segreto sarà affrontare tutte le partite senza fare calcoli, e in questa cosa siamo maestri.
Sono ottimista e quindi voglio ben sperare.


Sperare ...
La speranza vera è che un giorno a Gaza si possa nuovamente giocare.

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categoria:storia, basket, aboutme, eurolega 2009
domenica, 25 gennaio 2009
Come sarebbero stati questi ultimi venti anni con te?

Buon compleanno, John
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categoria:aboutme

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