Ma sì, grazie lo stesso!
Ho accompagnato applaudendo l'uscita dal campo di due squadre, una meritatamente alle final four, l'altra che aveva dato tutto. Bel basket, bei giocatori, bella serie.
Col cuore infranto, naturalmente.
Ma se vieni a vincere a Siena due volte in tre giorni, te lo meriti, eccome. Al di là di qualche fischio chirurgico, anche in gara quattro. Non ci hanno voluto bene, neanche un pochino, né in alto, né in campo, ma lamentarsi sarebbe vergognoso.
Vengono molte considerazioni, e ve le sparo, alla rinfusa:
- la prima è che Domercant, comprato per essere competitivi a certi livelli, ha fallito la stagione, nettamente; non gli basterà fare dei bei play off in campionato.
- con lui al Pana e Nicholas con noi, chissà ...;
- poi che senza un Centro di ruolo, di peso e di classe non si va avanti in Europa, e non era Baxter, non è Eze, non può essere Lavrinovic;
- il basket italiano esce da questa settimana con tutte le sue contraddizioni: la squadra che domina in Italia non arriva alle final four, organizzi l'Eurocup in Italia e non piazzi la Benetton in semifinale;
- il Pana ad un certo punto giocava con quattro greci ed un americano;
- non abbiamo alternative credibili se non entra il tiro da fuori; in Italia non si vede, perché in Italia Eze é imprendibile;
- il tiro è una cosa che tecnicamente parte dalle gambe e si concretizza nel polso e nelle dita della mano. In realtà è una cosa che sta tutta dentro la testa;
- Mc Intyre è una delle più belle cose da vedere in Italia;
- Obradovic è una delle cose più odiose che si trovano in natura;
- Jasikievicius invece ... dio li fa e poi li appaia, come disse montelupo alla capraia;
- ma che bravo Perperoglou!
- il pubblico di Siena sa amare, anche se per digerire la legnata di gara tre c'è voluto un tecnico a Simone;
Riflessione finale:
siamo ad un punto decisivo della nostra storia: possiamo vincere il grande slam nazionale, ma prendiamo atto che dominare in Italia e non contare per la vittoria finale in Europa ci relega in un limbo difficile. Per la gente e per i media.
A noi tifosi non va poi così male, ma in prospettiva mi viene da pensare che il ciclo sia comunque in fase discendente, e i Mc Intyre e gli Stonerook non si riciclano facilmente.
Che faremo? Un altra stagione a provarci, comprando due pedine di altissimo livello, o rifondare prima che il giochino si rompa e ci vogliano anni per tornare? E nel secondo caso, quanti resterebbero?
C'è anche il nodo palasport da affrontare: sembra che non si faccia più, che nè la banca nè le istituzioni siano più in grado di assicurare la copertura economica. Ecco che Minucci apre a Firenze, e ad altre città, all'interno di quel progettone sui giovani.
Altra prospettiva deformata del basket italiano. Quello che dovrebbe fare la federazione e la nazionale, lo facciamo noi.
Mala tempora currunt.
Ho accompagnato applaudendo l'uscita dal campo di due squadre, una meritatamente alle final four, l'altra che aveva dato tutto. Bel basket, bei giocatori, bella serie.
Col cuore infranto, naturalmente.
Ma se vieni a vincere a Siena due volte in tre giorni, te lo meriti, eccome. Al di là di qualche fischio chirurgico, anche in gara quattro. Non ci hanno voluto bene, neanche un pochino, né in alto, né in campo, ma lamentarsi sarebbe vergognoso.
Vengono molte considerazioni, e ve le sparo, alla rinfusa:
- la prima è che Domercant, comprato per essere competitivi a certi livelli, ha fallito la stagione, nettamente; non gli basterà fare dei bei play off in campionato.
- con lui al Pana e Nicholas con noi, chissà ...;
- poi che senza un Centro di ruolo, di peso e di classe non si va avanti in Europa, e non era Baxter, non è Eze, non può essere Lavrinovic;
- il basket italiano esce da questa settimana con tutte le sue contraddizioni: la squadra che domina in Italia non arriva alle final four, organizzi l'Eurocup in Italia e non piazzi la Benetton in semifinale;
- il Pana ad un certo punto giocava con quattro greci ed un americano;
- non abbiamo alternative credibili se non entra il tiro da fuori; in Italia non si vede, perché in Italia Eze é imprendibile;
- il tiro è una cosa che tecnicamente parte dalle gambe e si concretizza nel polso e nelle dita della mano. In realtà è una cosa che sta tutta dentro la testa;
- Mc Intyre è una delle più belle cose da vedere in Italia;
- Obradovic è una delle cose più odiose che si trovano in natura;
- Jasikievicius invece ... dio li fa e poi li appaia, come disse montelupo alla capraia;
- ma che bravo Perperoglou!
- il pubblico di Siena sa amare, anche se per digerire la legnata di gara tre c'è voluto un tecnico a Simone;
Riflessione finale:
siamo ad un punto decisivo della nostra storia: possiamo vincere il grande slam nazionale, ma prendiamo atto che dominare in Italia e non contare per la vittoria finale in Europa ci relega in un limbo difficile. Per la gente e per i media.
A noi tifosi non va poi così male, ma in prospettiva mi viene da pensare che il ciclo sia comunque in fase discendente, e i Mc Intyre e gli Stonerook non si riciclano facilmente.
Che faremo? Un altra stagione a provarci, comprando due pedine di altissimo livello, o rifondare prima che il giochino si rompa e ci vogliano anni per tornare? E nel secondo caso, quanti resterebbero?
C'è anche il nodo palasport da affrontare: sembra che non si faccia più, che nè la banca nè le istituzioni siano più in grado di assicurare la copertura economica. Ecco che Minucci apre a Firenze, e ad altre città, all'interno di quel progettone sui giovani.
Altra prospettiva deformata del basket italiano. Quello che dovrebbe fare la federazione e la nazionale, lo facciamo noi.
Mala tempora currunt.
postato da: kcjones alle ore 09:40 | Permalink | commenti (8)
categoria:basket, eurolega 2009, campionato 2009
categoria:basket, eurolega 2009, campionato 2009









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