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sabato, 05 settembre 2009
IERI, ADANASPOR - LIVORNO AMICHEVOLE IN TURCHIA.
adana.jpg
Perché un'amichevole in Turchia? No, non è questione di business. La Società Adana Demirspor fu fondata da 500 operai delle acciaierie di Adana nel 1938, una squadra proletaria, orgoglio di una città di gente che lavora duramente per un pezzo di pane. Un bel giorno, un giocatore di origini operaie nato nella città dove fu fondato il Partito Comunista Italiano, rinuncia ad un miliardo per giocare nella squadra della sua città, la storia arriva anche in Turchia, un gruppo di studenti di Sinistra di Istanbul il cui motto è: "Endustriel futbol'a Hayir" ("No al calcio capitalista"), affascinati dalla storia di Lucarelli, aprono un sito internet: www.forzalivorno.org. Diffondono tutta la storia di Livorno, del Livorno e di Lucarelli tra tutti i movimenti di sinistra di tutta la Turchia. Il Livorno e le BAL diventano un mito, Lucarelli il loro idolo. Tra il 2006 e 2007 organizzano convegni a livello Nazionale sull'argomento, la stampa turca pubblica articoli su Livorno e sul Livorno. I tifosi di Adana considerano adana_ultras.jpgi livornesi loro fratelli ed è così che si arriva all'amichevole di questa sera. Il presidente del coordinamento dei club dei tifosi di Adana, pressato dalla gente, prende l'iniziativa di organizzare un'amichevole con il Livorno, vedere il Livorno nel loro stadio è un sogno per loro ed il sogno si è avverato. I ragazzi di Istanbul, Izmir e Ankara, si sono organizzati e sorbendosi 18 ore di pullman, oggi, insieme ai tifosi del Demirspor sono andati a ricevere la squadra all'aereoporto di Adana. Il loro stadio, non consente di contenere tutti coloro che vorrebbero partecipare all'evento, per cui sono state organizzate una sorta di feste davanti alla loro curva per stare comunque vicini al Livorno, la Tv di stato, TRT,dovrebbe trasmettere la partita in diretta, non è ancora sicuro, lo si saprà domani.
FORZA LIVORNO FORZA DEMIRSPOR
 
Aldo
tratto da www.alelivorno.it
3 settembre 2009 (aggiornato il 4 settembre 2009)

orgoglio amaranto
postato da: kcjones alle ore 11:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:livorno
domenica, 21 giugno 2009
postato da: kcjones alle ore 13:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:livorno, campionato 2009
sabato, 20 giugno 2009
Per colpa di questo "padano" , non posso vedere Livorno - Brescia perché non sono residente a Livorno.
E' una cosa assurda, anti-democratica e discriminante.
Ma d'altra parte loro sono decisionisti, scissionisti, gente pratica, gente che te-lo-faccio-vedere-io, e si sa, al popolino idiota tutto questo piace. Piace perché uno si sente lisciato e coccolato in tutte le sue paranoie che si tiene ben stretto per non cambiare mai.
Dove stiamo scivolando con questa gente ...



Ora e sempre forza LIVORNO

... e que viva la revolucion ...

postato da: kcjones alle ore 10:15 | Permalink | commenti
categoria:livorno
martedì, 17 febbraio 2009

Ho dovuto aspettare, come un tossico aspetta il suo pusher, di farmi passare l'incazzatura relativa alla sconfitta a Pisa. 

Voi forse capirete, amici miei, o forse no.

Forse direte: ma guarda questo qua, grandi idee, il compagno kcjones, un sacco di discorsi e poi sta due giorni incazzato perché perde il Livorno.

Oppure: ma non dice sempre che il calcio è merda e ama solo il basket, ma che cazzo vuole?

In tal caso, miei pochi ed affezionati amici, non avete capito niente, né di me né della vita.

Perché perdere il derby col Pisa (sebbene evento quanto mai raro: era dal '77 che non vincevano, e questo mi ha fatto ricordare con piacere che quelli erano anni di lotta e di grandi intuizioni, e che allora avevo tantissimi capelli) non è una questione di calcio, ma interroga molto di più i massimi sistemi e spinge fino ad un punto di non ritorno l'introspezione.

Come è possibile che una forma umana tra le più evolute possa non prevalere con forme primitive di esistenza? Come giustificare il nostro essere-nel-mondo? Come rispettare, darwinianamente, l'evoluzione del creato?

Di fronte a questi interrogativi, e ad altre sostanze, il goal di Adriano in bagher e la diciannovesima vittoria consecutiva della Mens Sana mi hanno restituito fiducia nella vita e nella filosofia.  

postato da: kcjones alle ore 17:18 | Permalink | commenti (7)
categoria:basket, aboutme, livorno, campionato 2009
domenica, 25 gennaio 2009
Serve un pò di fortuna e un bomber per andare in serie A.
E' arrivato GASTONE

O se Spinelli l'avesse indovinata?

Il goal dell'anno
postato da: kcjones alle ore 12:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:livorno
martedì, 23 dicembre 2008

LIVORNO: LA STATUA DEL PESCATORE

Come fate a non essere livornesi?
postato da: kcjones alle ore 08:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:aboutme, livorno
domenica, 07 dicembre 2008
E', E SEMPRE SARA',
LA CURVA PIU' BELLA DEL MONDO.



LIVORNO, 6 DIC - I tifosi del Livorno hanno esposto uno striscione in curva Nord per ricordare la tragedia della Thyssen Krupp di Torino. Sul lenzuolo bianco c'era scritto:
 
''6/12/2007 sette morti per la produttivita'.
6/12/2008 1200 morti, questa e' la vera criminalita''
.

Lo striscione e' stato esposto al momento dell'ingresso in campo di Livorno e Salernitana.


postato da: kcjones alle ore 09:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:livorno
martedì, 05 agosto 2008
SERIE B, SPINELLI ...
... MA ALMENO MI RIGIOCO IL DERBY


A seguito della sentenza di oggi ecco a voi una cronaca direttamente dal prossimo futuro

LIVORNO, 25 ottobre 2008 - Uno striscione costato poco: Il Livorno non dovrà pagare 1.500 euro a un tifoso pisano, a titolo di risarcimento del "danno esistenziale" da lui subito per le scritte offensive contro i pisani esposti all'Armando Picchi durante il match del 20 settembre scorso. A stabilirlo, una sentenza firmata dal dott. Antonio Balzano, giudice di pace della prima sezione di Pisa.
INDIGNAZIONE - Il tifoso pisano - difeso dall'avvocato Raffaello Di Menda - si era rivolto al giudice di pace raccontando di aver lasciato lo stadio "indignato e profondamente colpito da striscioni denigratori, esposti in curva nord, occupata dagli ultrà labronici, nei confronti dei pisani".
Parole decisamente forti che, si legge nell'esposto al giudice di pace, "recitavano espressioni come 'Pisa fogna d'Italia; 'Ciao Contadini; 'Pisani merdosi; cui si aggiungevano canti e cori in vernacolo livornese.
Il giudice di pace ha riconosciuto in queste offese una "seria verità epistemologica", condannando la società nerazzurra per "responsabilità oggettiva" per aver portato tanti deficienti a Livorno.
L'azione legale è stata persa in primo grado, nonostante l'intervento dei legali del Livorno che ne chiedevano la cancellazione perchè "il fatto non costituisce reato".
postato da: kcjones alle ore 19:11 | Permalink | commenti (5)
categoria:livorno
sabato, 28 giugno 2008
Non è tanto la retrocessione del Livorno in B che mi angustia.
Ho passato la mia vita a vedere il Livo in C1 - C2 ed anche peggio. E mai, dico MAI, mi sono vergognato.

Aldo Spinelli sta riuscendo in questo. Da ragazzo ritenevo un miraggio la serie A, ma anche impossibile vergognarsi della livornesità e della società amaranto.

Spinelli oggi smentisce di aver mai avuto contatti con Monaco e Bologna per eventuali trattative di acquisto delle societa', secondo quanto pubblicato oggi dalla Gazzetta dello Sport, che riferisce di un incontro tra Spinelli e Luciano Moggi per parlare dell'acquisto del Monaco.
Nel club monegasco, secondo il quotidiano, il presidente vorrebbe l'ex dirigente juventino come dg e Donadoni in panchina.


"A Livorno sembra vicino anche l'arrivo di un nuovo direttore generale, Ermanno Pieroni, che andrebbe ad aggiungersi al nuovo direttore sportivo Francesco Ceravolo. Personaggi invischiati fino al collo con bancarotte calcistiche (Pieroni) e Moggiopoli (Ceravolo). Uno schiaffo a tutti quelli che gremivano l'Armando Picchi fieri della loro identità livornese in campo e fuori ed orgogliosi di rappresentare qualcosa di diverso nel panorama corrotto e schifoso del calcio italiano." (n.g.)
postato da: kcjones alle ore 16:58 | Permalink | commenti (6)
categoria:livorno
giovedì, 19 giugno 2008
Questo articolo ha suscitato in me delle belle emozioni.
Primo: avevo paura che il divino Abdul si fosse perso in qualche storiaccia;
Secondo: ma ... cazzo!?!. Quanto tempo è passato? Mi ricordo di Azim e Kareema (puppava sempre il latte) E ricordo anche Amina, donna bellissima.

"Diavolo di un Abdul. Riesci ad avere il suo numero a Racine (Wisconsin), lo trovi e lui risponde con la solita flemma: «Possiamo parlare fra due ore?». Okay, “mano di Maometto”. Il guaio è che due ore dopo il telefono squilla a vuoto e per ristabilire il contatto passano quattro giorni. Finalmente lo trovi a mezzanotte ora italiana e ti inonda di parole e di ricordi. «Scusami, ma sono appena tornato dal lavoro. La pensione? A 54 anni appena compiuti non mi posso permettere di andare in pensione, sono sempre un dipendente della Johnson Wax, l’industria che fa prodotti per pavimenti e che ha la sede principale nella mia città».
Il derby del cuore. «Una grande iniziativa, quella in programma il 30 maggio, quando mi hanno contattato ho detto sì al volo. Per rivedere Livorno, dove ho passato quattro anni bellissimi (dal 1981 al 1985) e dove ci sono tifosi speciali. Dentro di me conservo ricordi stupendi, quel periodo della mia vita non lo dimenticherò mai. Il guaio è che si è presentato un intoppo e fino a dicembre non posso riavere il passaporto...». Problemi legali, dice Abdul Jeelani con la solita voce profonda e lenta, la stessa di quando era un idolo della Libertas. (...) Inutile provare a saperne di più sui problemi legali addotti da Abdul. Quelle sue pause inconfondibili durante la conversazione sono un invito a desistere e a rispettare la privacy.
Il presente. Erano sette-otto anni che ne avevamo perso le tracce, ma Abdul Jeelani non fa alcuna fatica a colmare il vuoto temporale. «Abito sempre a Racine, sul lago Michigan - dice - e nel frattempo sono diventato nonno: mio figlio Azim ora ha 35 anni e tre bambini, lavora alla UPS - l’azienda che consegna pacchi nel mondo - non è più fisioterapista a Evanston, Illinois, ma è tornato a Racine. Mia figlia Kareema invece ha 28 anni e anche lei tre eredi. In tutto sono quattro femmine e due maschi, un bell’impegno anche per me come nonno. Io lavoro sempre alla Johnson Wax e nel tempo libero insegno basket ai ragazzini sotto i dodici anni. Mi piacerebbe poter allenare un team alle scuole primarie, di giocatori under 17, comunque mi diverto anche così. Nel frattempo ho divorziato da Amina e due anni fa ho sposato un’altra donna, Colette. Gli hobby? Faccio il nonno, insegno minibasket e guardo in televisione tantissime partite, dai college alla Nba. Sono contento che il campionato dei professionisti abbia aperto le porte ai migliori giocatori di tutto il mondo, oggi si vedono veramente dei grandi atleti. Ai miei tempi gente come Meneghin, Marzorati e Antonello Riva sarebbe stata molto competitiva anche nella Nba, purtroppo quello era un discorso chiuso per i non americani».
I ricordi. Gli parli di Livorno e il rubinetto di Abdul Jeelani diventa una cascata: «Digitando su Google le parole basket e Livorno ho saputo che l’ingegner Boris e Giancarlo Primo sono morti, e mi dispiace molto. Anch’io nel 2004 ho perso la madre, un grande dolore. E i fratelli D’Alesio stanno sempre dentro il basket?». Gli rispondi che sono usciti dal giro e la voce di Abdul cambia tono. «Peccato, sono grandi persone e hanno fatto tanto. Una piazza come Livorno merita di avere dirigenti come loro». Ora poi abbiamo anche un palasport da ottomila posti...«Davvero? Bello, Livorno è una bellissima città sul mare e per il basket è una piazza storica, very special, che si meriterebbe una società forte. Bologna sarà anche la capitale di questo sport, però la Livorno che conoscevo io non era da meno. I tifosi di Livorno per me sono stati i migliori».
Gli ex compagni. Abdul Jeelani non dimentica: «Massimo Giusti lavora sempre in banca? E Fantozzi gioca ancora? E poi che fine ha fatto Mimmo Giroldi?». Avute le risposte continua a rivivere i frammenti della sua storia livornese. «Non sento Kevin Restani da una quindicina di anni, a quei tempi faceva l’allenatore in una high school di San Francisco». Esatto, è ancora così. «Io ho compiuto 54 anni a febbraio, ma il fisico risponde sempre, non mi lamento. Una cortesia: potrei avere un’altra copia del libro che celebrò il compleanno della Libertas?». L’appello è lanciato, se qualche collezionista avesse voglia di esaudire questo desiderio può farlo. Abdul Jeelani ha lasciato indirizzo e numero di telefono. Il suo legame con Livorno non si è spezzato. Non si è mai troppo lontani per non trovarsi.
(r.m. da il Tirreno, maggio 2008)

(all stars game 1982)

Grazie infinite a questo blog

postato da: kcjones alle ore 17:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:basket, aboutme, livorno

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