Silvio c’è… ma a me me lo puppa! livorno | i love this game
domenica, 02 marzo 2008
LIVORNO
Il quarantunenne, operaio, residente in centro, passava da piazza Damiano Chiesa in auto. Lì la Lega Nord aveva allestito un banchetto per la propaganda elettorale. Forse passava da lì per caso, forse no. Fatto sta che già dall'auto che stava guidando (una Polo) ha iniziato a inveire contro gli attivisti leghisti: oltre agli insulti, sono volate anche le minacce. Poi ha parcheggiato, è sceso e si è avventato al banchetto del partito del Carroccio: ha rovesciato il tavolo, ha lanciato in aria i volantini e poi ha afferrato due bandiere portandole via. I testimoni hanno reso alla polizia una descrizione sufficientemente dettagliata tanto da mettere subito sulla strada giusta gli uomini della Digos. L'errore fatale del quarantunenne è stato quello di replicare, dare il bis. Alla Rotonda, alle cinque del pomeriggio, l'operaio è arrivato allo stand del Pdl, organizzato da Forza Italia e An. Questa volta l'aggressione è premeditata. Ancora una volta si accende un litigio con i quattro simpatizzanti di centrodestra: volano offese e insulti. Gli attivisti, legittimamente, si inalberano, gli rispondono, iniziano a circondarlo. Lui reagisce e sferra un pugno dritto in faccia a uno dei quattro, un quarantottenne che verrà trasportato al pronto soccorso con una ferita lacerocontusa al labbro inferiore e alcune contusioni a un braccio.

Condanno fermamente questi comportamenti, perchè non sono democratici, ecco, e uolterueltroni si infastidirebbe.
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categoria:storia, livorno
domenica, 03 febbraio 2008

Scusate, voglio solo che questo POST sia beneaugurante, per l'Italia, per Livorno, per noi.
11.000 livornesi al Meazza, qualche anno fa, a settembre.
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categoria:livorno
mercoledì, 16 gennaio 2008
CRISTIANO AL PARMA

(liberamente estratto da Senza Soste)

Con oggi si conclude la saga Lucarelli-Livorno e accade nel peggiore dei modi: nel silenzio e nello stupore, nella rabbia e nella rassegnazione, nei risolini di tanti che non vedevano l’ora.

Tuttavia chi come noi l’ha sempre sostenuto dopo ogni dichiarazione scomoda, dopo ogni attacco incrociato Spinelli-Tirreno, dopo ogni vergognosa puntata di Controcampo, non si può esimere da un ultimo (e amaro) commento.

Con oggi Cristiano compie l’ultimo atto della parabola discendente che ha avuto nei confronti dei livornesi dal 13 luglio 2007 in poi. Le motivazioni di questa parabola discendente, dopo alcuni chiarimenti avuti con chi lo ha sempre accompagnato e sostenuto, non sono più oscure ma è chiaro ciò che è successo: ha mollato.

Ha mollato perché quando si diventa simboli ed esempi non solo per la propria città ma per l’immaginario collettivo di molti tifosi sparsi per il mondo, bisogna tenere duro e tirare fuori il carattere per rimanere coerenti anche quando sembra di non farcela più. Chi arriva come lui “lassù”, nel cuore e nell’immaginario della gente, non può permettersi di parlare di ripicche e non può permettersi di essere permaloso perché per rimanere “lassù” si deve essere più forti delle polemiche e dei pettegolezzi.

A Parma guadagna cifre simili all’ultimo anno livornese, in nazionale c’era andato anche in amaranto, giocare 5 partite in Champions con lo Shakhtar è come affittare una suite a Venezia con vista Ponte dei Sospiri e passarci la notte con Rosy Bindi o Giuliano Ferrara.

Detto questo, nessuno di noi dimentica i gol fatti, le lacrime della baracchina, le dichiarazioni “se siamo questi di oggi si va dritti in serie A” dopo Livorno-Triestina con l’ambiente ormai rassegnato, le dichiarazioni post Livorno-Samp, il gollettone a Pandev, l’esultanza dopo la vittoria col Milan, i pullman pagati per andare a prendere i 300 sequestrati di Lazio-Livorno, la rete di Auxerre e la corsa sotto la curva, il “ce ne ricorderemo alle prossime elezioni” dopo il decreto Amato e la chiusura del Picchi per il match contro l’Espanyol e molte altre situazioni vissute con tutti noi. E chi lo conosce sa che quelle erano tutte cose VERE, non recitazioni ad arte come qualche malpensante prova a sostenere.

Proprio per questo però ci aspettavamo un atteggiamento più schietto e meno rigido in cui si sarebbero trovate tutte le soluzioni possibili per riniziare da capo.

Invece la sentenza di oggi è Parma. Proprio il luogo simbolo di questa parabola discendente: città ricca con la puzza sotto il naso, stadio popolato da ologrammi e i piccoli fans in curva. 

Resta da dire una cosa sola. Peccato. Il danno alla livornesità e a certi ideali e valori è incommensurabile.

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martedì, 15 gennaio 2008
Vado a memoria perchè l'ho letto al bar in pausa pranzo.
STADIO, oggi, basket

- CAZZATA numero 1: intervistano Marques Green, e con brillante sagacia si va a parlare dell'altezza. Dice Green, nessun problema (?) per il basket, se sei bravo non importa essere piccolo o grande (!). L'altezza non mi ha permesso però di giocare a calcio (A CALCIO?? MA SIETE RINCOGLIONITI?? MARADONA ERA UN METRO E UN BARATTOLO. AVRA' DETTO "FOOTBALL"?? CHE TESTE DI MANZO!!)

- CAZZATA  NUMERO 2: si ricordano le vittorie famose e impossibili, parlando dell'impresa di Avellino. Cosa non ti vanno a scomodare? La partita del secolo scorso, USA - URSS delle olimpiadi del '72. Con tanto di foto, chi segnò il canestro decisivo? Sergey Belov!! (SERGEY? MA SIETE RINCOGLIONITI?? FU ALEXANDER BELOV, CHE ERA ALTO ABBASTANZA PER POTERLO FARE QUEL CANESTRO! MA SE LE COSE NON LE SAPETE, NON LE DITE! CHE TESTE DI BRONZO!


Un solo merito, dedicato all'amico LOFA: la mitica Simmenthal di Rubini che nel 62/63 vinse tutte e 26 le partite, in realtà inizio l'imbattibilità l'anno prima e la concluse l'anno dopo, dopo 38 partite.
Dove finì? A LIVORNO, CONTRO LA LIBERTAS! 80-79!!
La Libertas di allora: Baroncini (poi per anni head coach), Cempini, Chirico, i fratelli Cosmelli (il grande Maurizio morì giovanissimo - in un immersione se non ricordo male - Massimo è stato il grande giocatore di Bologna e della Nazionale, ora GM - , Guantini, Marcacci, Orzali, Pozzilli, Raffaele (poi grande realizzatore nel Brill Cagliari, e che fece 22 contro Milano), Rogai. Allenatore: il mitico Otello Formigli.

Correva l'anno 1963. E certe cose le so, non le ricordo.

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categoria:basket, livorno
venerdì, 04 gennaio 2008
Era la PL di Raffaello (Addison) e Rolle, che arrivò ai quarti di finale scudetto.
In quella squadra, prima di diventare l'idolo della sua Bologna ed andarsi a giocare altri derby, c'era Nino Pellacani.

Tanti auguri, Nino, come si devono ad una persona di valore e coraggio. Non c'entra niente essere stati su sponde opposte per un breve periodo della vita. Penso solo al fatto che abbiamo più o meno la stessa età, e che talvolta ci siamo allenati sullo stesso parquet.


"Col suo fisico imponente ha cercato di frenare la furia di quell´uomo, Mustapha, che diceva di amare sua cognata e che invece, folle di gelosia, si è scagliato contro di lei con un coltellaccio stretto in pugno. Un gesto coraggioso pagato a caro prezzo da Nino Pellacani: l´ex giocatore simbolo della Fortitudo negli anni ‘80 e ‘90, l´altra sera è rimasto gravemente ferito dai fendenti e rischia di perdere l´occhio sinistro".
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categoria:basket, livorno
domenica, 19 agosto 2007
Siccome sto per farmi un'altra settimanella di vacanza in Livorno, Italy, il solo commento di oggi è il link ad un blog molto divertente, almeno per me ...
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categoria:basket, aboutme, livorno
sabato, 21 luglio 2007

  • La Algaba (Sevilla), 05/01/1976
  • 1,86 m. / 79 kg.
  • Attaccante
  • Livorno, 04/10/1975  
  • 1,88 m. / 85 kg.
  • Attaccante
  • Cosa volete di più ... è anche più giovane ...

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categoria:livorno
lunedì, 16 luglio 2007
Dopo vent'anni che sto a Siena, ancora parlo decisamente livornese.
E questo è spesso motivo di discussione, ma c'è poo da fà, i livornesi (no io, eh!) sono tra le genti più simpatie der mondo.
In bocca a KCJ potreste sentire spesso questi modi di dì, così fini e pregni di significato. Noblesse oblige.

1) Ama' senz'esse' riamato è come pulissi 'r culo senza ave' caato (da Goethe "i dolori del giovane werther").
2) La fia ci fa, la fia ci sfa (da Lucrezio "de rerum natura").
3) Meglio i pantaloni rotti ner culo che ir culo rotto nei pantaloni (dal film "poveri ma integri").
4) Ni fa come ir cazzo alle vecchie (o un lo vedi un serve a nulla ...).
5) Pai quello che mi caò sull'uscio e poi la rivoleva... (sei ganzo, sei ...)
6) Se t'avessi in culo t'andrei a caà alla meloria. (o anche più lontano)
7) Ti c'ho ner core ma ti vo' ner culo. (sono partecipe dei tuoi dolori, o carissimo Gino, ma da me un vedi una lira)
8) Un c'è ciuo 'he t'accontenti. (a Katia)
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categoria:livorno
domenica, 15 luglio 2007

Il signor Pallavicino ... "E' stato l'artefice maggiore della presa per il culo generale, ha dichiarato che era in Ucraina a fare una girata, ha detto al telefono "Cristiano sta bene a Livorno e resta dove stà" la sera prima della firma. Ha preso per il culo anche una redazione come la nostra che lo chiamava non certo per fare scoop e aumentare guadagni e pubblicità ma solo per colmare un gap informativo che teneva la città col fiato sospeso. Pallavicino non se lo può permettere di fare il furbo così, perchè se era onesto ci diceva: "Ragazzi non vi posso dire niente. non mi chiamate più". Chi telefonava sarebbe andato a letto e avrebbe dormito bene ugualmente. E invece ha voluto rilanciare, forse eccitato, con i dollari stampati sugli occhi come Zio Paperone." (da: Senza Soste)

(bòna bimbi, ci si ...)

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categoria:livorno
sabato, 14 luglio 2007
AMORE TRUCE (R.Rondelli)

" Non fate MAI questo in memoria di me"

Oh, come adoravo
la tua puzza di piedi e tu la mia
ed i tuoi denti marci
eran per mme la miglior ostrica che si sia
E dopo quattro mesi che non ti lavavi
com'era bello far l'amore
scorreggiar sotto le coperte e tu annusavi
con gran foga il mio fetore.
La tua urina calda sul mio petto
calmava i miei dolori
ed il rutto tuo potente come quello di un orco
mi faceva andar di fòri.
Poi sei andata troppo in alto
hai cacato sul mio petto
ma non era duro - era sciolto! -
come invece avevi detto.
Ora, errando senza meta
poi sniffando la mia pèta
non so dove più sia
colei che mi faceva
inzuppar biscotti nella fìa.
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categoria:livorno

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