Condanno fermamente questi comportamenti, perchè non sono democratici, ecco, e uolterueltroni si infastidirebbe.
Condanno fermamente questi comportamenti, perchè non sono democratici, ecco, e uolterueltroni si infastidirebbe.
Tuttavia chi come noi l’ha sempre sostenuto dopo ogni dichiarazione scomoda, dopo ogni attacco incrociato Spinelli-Tirreno, dopo ogni vergognosa puntata di Controcampo, non si può esimere da un ultimo (e amaro) commento.
Con oggi Cristiano compie l’ultimo atto della parabola discendente che ha avuto nei confronti dei livornesi dal 13 luglio
Ha mollato perché quando si diventa simboli ed esempi non solo per la propria città ma per l’immaginario collettivo di molti tifosi sparsi per il mondo, bisogna tenere duro e tirare fuori il carattere per rimanere coerenti anche quando sembra di non farcela più. Chi arriva come lui “lassù”, nel cuore e nell’immaginario della gente, non può permettersi di parlare di ripicche e non può permettersi di essere permaloso perché per rimanere “lassù” si deve essere più forti delle polemiche e dei pettegolezzi.
A Parma guadagna cifre simili all’ultimo anno livornese, in nazionale c’era andato anche in amaranto, giocare 5 partite in Champions con lo Shakhtar è come affittare una suite a Venezia con vista Ponte dei Sospiri e passarci la notte con Rosy Bindi o Giuliano Ferrara.
Detto questo, nessuno di noi dimentica i gol fatti, le lacrime della baracchina, le dichiarazioni “se siamo questi di oggi si va dritti in serie A” dopo Livorno-Triestina con l’ambiente ormai rassegnato, le dichiarazioni post Livorno-Samp, il gollettone a Pandev, l’esultanza dopo la vittoria col Milan, i pullman pagati per andare a prendere i 300 sequestrati di Lazio-Livorno, la rete di Auxerre e la corsa sotto la curva, il “ce ne ricorderemo alle prossime elezioni” dopo il decreto Amato e la chiusura del Picchi per il match contro l’Espanyol e molte altre situazioni vissute con tutti noi. E chi lo conosce sa che quelle erano tutte cose VERE, non recitazioni ad arte come qualche malpensante prova a sostenere.
Proprio per questo però ci aspettavamo un atteggiamento più schietto e meno rigido in cui si sarebbero trovate tutte le soluzioni possibili per riniziare da capo.
Invece la sentenza di oggi è Parma. Proprio il luogo simbolo di questa parabola discendente: città ricca con la puzza sotto il naso, stadio popolato da ologrammi e i piccoli fans in curva.
Resta da dire una cosa sola. Peccato. Il danno alla livornesità e a certi ideali e valori è incommensurabile.


Il signor Pallavicino ... "E' stato l'artefice maggiore della presa per il culo generale, ha dichiarato che era in Ucraina a fare una girata, ha detto al telefono "Cristiano sta bene a Livorno e resta dove stà" la sera prima della firma. Ha preso per il culo anche una redazione come la nostra che lo chiamava non certo per fare scoop e aumentare guadagni e pubblicità ma solo per colmare un gap informativo che teneva la città col fiato sospeso. Pallavicino non se lo può permettere di fare il furbo così, perchè se era onesto ci diceva: "Ragazzi non vi posso dire niente. non mi chiamate più". Chi telefonava sarebbe andato a letto e avrebbe dormito bene ugualmente. E invece ha voluto rilanciare, forse eccitato, con i dollari stampati sugli occhi come Zio Paperone." (da: Senza Soste)
(bòna bimbi, ci si ...)