LIVORNO
Il quarantunenne, operaio, residente in centro, passava da piazza Damiano Chiesa in auto. Lì la Lega Nord aveva allestito un banchetto per la propaganda elettorale. Forse passava da lì per caso, forse no. Fatto sta che già dall'auto che stava guidando (una Polo) ha iniziato a inveire contro gli attivisti leghisti: oltre agli insulti, sono volate anche le minacce. Poi ha parcheggiato, è sceso e si è avventato al banchetto del partito del Carroccio: ha rovesciato il tavolo, ha lanciato in aria i volantini e poi ha afferrato due bandiere portandole via. I testimoni hanno reso alla polizia una descrizione sufficientemente dettagliata tanto da mettere subito sulla strada giusta gli uomini della Digos. L'errore fatale del quarantunenne è stato quello di replicare, dare il bis. Alla Rotonda, alle cinque del pomeriggio, l'operaio è arrivato allo stand del Pdl, organizzato da Forza Italia e An. Questa volta l'aggressione è premeditata. Ancora una volta si accende un litigio con i quattro simpatizzanti di centrodestra: volano offese e insulti. Gli attivisti, legittimamente, si inalberano, gli rispondono, iniziano a circondarlo. Lui reagisce e sferra un pugno dritto in faccia a uno dei quattro, un quarantottenne che verrà trasportato al pronto soccorso con una ferita lacerocontusa al labbro inferiore e alcune contusioni a un braccio.
Condanno fermamente questi comportamenti, perchè non sono democratici, ecco, e uolterueltroni si infastidirebbe.